Napoli, il G20 della transizione ecologica:energia e clima insieme, è la prima volta

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Palazzo reale a Napoli è la sede del G20 il 22 e 23 luglio (foto Sordelli licenza https://it.wikipedia.org/wiki/Creative_Commons)

Il 22 e 23 luglio va in scena una sfida ambiziosa che non si può perdere. I lavori in vista di COP 26

La sostenibilità del Pianeta e la transizione ecologica sono i grandi temi di questo periodo e i grandi della Terra ne discuteranno a Napoli il 22 e il 23 luglio nel G20 dedicato ad Ambiente, Clima ed Energia. Mai come adesso nella storia, l’umanità si trova dover fare scelte di fondo a fronte di un rischio sostanziale per il benessere e la vita delle prossime generazioni. Mai prima di questo G20 l’economia circolare e l’interazione tra clima ed energia erano stati così centrali nelle discussioni ministeriali. E ora che la Commissione Europea ha varato il  “Fit For 55”, il pacchetto di misure che puntano a  ridurre entro il 2030 le emissioni di anidride carbonica del 55% rispetto ai livelli del 1990, non si può più barare.

Cosa è il G20?

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Il ministro per la transizione ecologica, Roberto Cingolani aprirà il G20 oggi alle ore 10,00 (foto Niccolò Caranti)

Il G20 è una riunione dei rappresentanti delle più grandi economie mondiali. Di volta in volta la presidenza dell’assise è affidata a un Paese che detta l’agenda dei lavori. Quest’anno tocca all’Italia.

I Paesi del G20 rappresentano più dell’80% del PIL mondiale, il 75% del commercio globale e il 60% della popolazione del pianeta e sono: Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Sud Africa, Turchia e Unione Europea. A questi si aggiunge la Spagna, che è un invitato permanente del foro

Ogni anno, la Presidenza invita alcuni altri Paesi, che partecipano a pieno titolo ai lavori del G20, in qualità di ospiti. Vi partecipano inoltre diverse organizzazioni internazionali e regionali, conferendo al foro una rappresentatività ancor più ampia.

La due giorni si terrà a Palazzo Reale, blindato per l’occasione . E’ la prima volta che un G20 si interessa contemporaneamente di clima ed energia (23 luglio) per delineare e individuare soluzioni condivise. Ma è anche il primo G20 che vede protagonista l’economia circolare, nella giornata di oggi 22 luglio, dedicata ufficialmente all’Ambiente. E non casualmente, dato che in questo settore l’Italia gioca in casa,essendosi classificata per il terzo anno consecutivo prima nel tasso di utilizzo circolare di materia , che nel 2019 è stato del 19,3%: superiore alla media dell’Ue (all’11,9%).

Verso un documento comune su molti obiettivi

E, in attesa dell’apertura dei lavori, oggi 22 luglio ore 10 da parte del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani  a Palazzo Reale, le delegazioni del G20 stanno cercando di far quadrare le esigenze di sostenibilità, tutela dell’ambiente, sviluppo e qualità della vita; stanno anche tirando le somme di quanto si sarebbe già dovuto decidere in altri vertici internazionali, slittati a causa della pandemia, come la COP 15 della Convenzione sulla diversità biologica, e la stessa COP 26 sul clima che avrebbe dovuto tenersi nel 2020 e che si terrà invece a fine anno a Glasgow e di cui l’Italia e co-organizzatrice con il Regno Unito. «Abbiamo scelto di far prevalere l’ambizione e di lavorare incessantemente a un documento comune tra tutti. Sappiamo bene che la transizione ecologica non è un pranzo di gala, ma non abbiamo alternative che lavorare insieme in un’unica direzione, senza lasciare indietro nessuno». Così il ministro Cingolani.

I temi principali possono essere riassunti in altrettanti titoli, che abbracciano sia le aree tematiche più strettamente ambientali che quelle energetiche:

* Il potere della natura: approcci basati sugli ecosistemi e soluzioni basate sulla natura come modelli e mezzi per affrontare il cambiamento climatico, la biodiversità e la povertà;
* Rete internazionale di esperti ambientali UNESCO;
* Appello per la tutela e il ripristino dei suoli degradati;
* Appello per la gestione sostenibile dell’acqua;
* Appello per la protezione “rafforzata” di Oceani e mari;
* Spinta verso azioni comuni ambiziose a livello globale per combattere l’inquinamento marino da plastica;
* Rafforzamento della cooperazione per l’uso sostenibile e circolare delle risorse tramite una Visione G20 sull’economia circolare per il Dialogo sull’efficienza delle risorse del G20;
* Il ruolo dei governi centrali a supporto delle Città circolari;

Tra gli argomenti all’ordine del giorno, il cambiamento climatico

* Educazione, sviluppo delle capacità e formazione;
* Finanza Verde;
* Contrasto al cambiamento climatico;
* Accelerazione della transizione energetica;
* Flussi finanziari coerenti con l’accordo di Parigi sul Clima;
* Ripresa sostenibile ed inclusiva con le opportunità offerte nell’energia da soluzioni tecnologiche innovative;
* Clima ed energia: città smart, resilienti e sostenibili.

Il Controforum degli ambientalisti

A Napoli si sta tenendo anche un Controforum, con cui i movimenti  ambientalisti chiedono ai grandi della Terra un deciso cambio di passo e una attenzione fondamentale alle persone più che ai processi produttivi.

E il controfurum non poteva nascere altrove se non a Napoli, capoluogo della regione nota in mezzo mondo come la terra dei fuochi, che gli ambientalisti confluiti a Napoli contrappongono come la vera emergenza alla “passerella” dei nomi illustri dell’economia e della politica mondiale.

Diversi i movimenti che partecipano all’iniziativa che rivendica l’esatto uso di parole come sostenibilità o politiche green: tra questi Stop Biocidio, il Comitato No Grandi Navi, BeesAgainstG20. Nutrita anche la presenza di nomi legati all’ambientalismo come Vandana Shiva. Annunciato per il giorno 22 luglio, anche il corteo di protesta alle ore 16

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