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Musei del Mare, nasce la rete che li collega

museo navigante

Cinquantotto musei del mare e della marineria insieme in un comune progetto per valorizzare il patrimonio culturale marittimo italiano. E a gennaio salpa il “Museo Navigante”

Fiocco azzurro nella grande famiglia dei musei italiani. E’ nato il Museo Navigante – una iniziativa promossa dal Mu.MA-Galata di Genova, il Museo della Marineria di Cesenatico, l’associazione La Nave di Carta della Spezia e l’AMMM-Associazione Musei marittimi del Mediterraneo – che ha riunito 58 musei, pubblici e privati, che si interessano del mare.

Un sito per conoscere i tesori del mare

Faro di Punta Palascia, Otranto

Il Museo dell’ecologia e degli Ecosistemi mediterranei, presso il Faro di Punta Palascia, Otranto, fa parte della rete dei Musei Marini 

Da oggi il Museo Navigante è on line  con le schede dei musei del mare italiani, e a gennaio 2018, con l’inizio dell’Anno del patrimonio culturale Europeo, salperà, a bordo della goletta Oloferne, con una rotta che dall’Adriatico al Tirreno, farà tappa in tutte le regioni costiere, per arrivare infine a Sète (Francia) in occasione della manifestazione Escale à Sète in rappresentanza dei musei italiani. A bordo del Museo Navigante ci saranno anche gli allievi degli Istituti Nautici d’Italia.

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All’iniziativa hanno aderito musei di tutta Italia che adesso hanno un “porto” nel sito del Museo Navigante dove sono consultabili, regione per regione, le schede informative e dove sono raccolte molte notizie sui tesori e sulle memorie che custodiscono.

Per quanto riguarda la Puglia sono consultabili le schede dei musei del mare presenti  a Bisceglie, Molfetta, Giovinazzo, Monopoli, Brindisi, Otranto, Santa Cesarea, Tricase, Gallipoli, Porto Cesareo, Nardò, Santa Maria al bagno, Taranto.

Musei del mare, una rete europea

Musei del mare - Molfetta

Anche la Mostra Etnografica Permanente del Mare a Molfetta rientra nella rete dei Musei del mare

«Finalmente abbiamo un primo censimento dei musei del mare e della marineria italiani, privati e pubblici, ad arricchire la rete dei Musei Marittimi del Mediterraneo e le reti regionali che si stanno costituendo», spiega Maria Paola Profumo, presidente dell’AMMM di cui il Galata è capofila. «Sono stati catalogati per quattro grandi categorie: storico-navale, archeologico, naturalistico ed etnografico. Ne è emerso un panorama molto ricco, diversificato e molto attivo. Il nostro obiettivo è far scoprire e promuovere il patrimonio marinaro, materiale e immateriale: barche, reperti, cimeli ma anche, e soprattutto, memorie di lavoro, di migrazioni, di comunità che di mare hanno vissuto e vivono».

Per sviluppare l’offerta turistica

Il Museo Navigante ha l’adesione della Marina Militare – custode di gran parte del patrimonio navale e marittimo nazionale – della Guardia Costiera, oltre che di Assoporti, l’associazione che riunisce le Autorità di Sistema Portuale, del Registro Italiano Navale (R.I.NA), Assonautica, Federcoopesca-Confcooperative, Assonat.
 «Quello che vogliamo evidenziare con il Museo Navigante”, dice Davide Gnola, direttore del Museo della Marineria di Cesenatico, premiato nel 2017 tra i migliori musei italiani (Premio ICOM-Italia) “è che i musei marittimi sono fattori di sviluppo nei territori. Se vogliamo migliorare la nostra offerta di turismo culturale, in un Paese che ha ottomila chilometri di coste e una tradizione marittima secolare, non possiamo trascurare i nostri musei e le nostre barche storiche».

Il Museo Navigante, in attesa di mollare gli ormeggi, è anche sui social network: FB, Twitter, Instagram e Youtube.

 

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