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Muretti a secco per la salute mentale

Si può parlare di valorizzazione del territorio a partire dalle sue risorse umane? Certo. E se le risorse umane in questione sono quelle che la società considera “scarti”, come disabili, malati mentali, portatori di disagio? Certo, un processo di valorizzazione del territorio è non solo possibile ma anzi indispensabile. E porta ottimi risultati. Lo dimostra una bella esperienza che da anni si svolge a Gravina di Puglia.

Qui il Dipartimento di Salute Mentale della A.S.L BA (diretto dal Dr. Domenico Semisa), ha in attivo da ben 7 anni una strategie di riabilitazione territoriale con il progetto di prevenzione e promozione della salute mentale promosso dal Centro Salute Mentale di Gravina. Il progetto si chiama  Partecipar-Si ovvero l’Arte dei muretti a secco  e quei muretti a secco richiamano il paziente e tenace  lavoro – tutto pugliese – di costruzione di qualcosa, a partire dalle risorse più facili da reperire nei terreni della Murgia, cioè le pietre. Che da sole non valgono niente, ma che messe insieme costituiscono (metaforicamente)  un baluardo contro le tempeste della vita.salute mentale Locandina

Il progetto curato a più mani e a più voci, viene sentito come momento di riflessione e finalizzato ad illustrare l’attualità operativa all’interno dei Centri Salute Mentale Territoriali, attraverso i diversi modi di fare riabilitazione, promozione, integrazione e non soltanto cura e controllo sociale. Il gruppo di lavoro del Centro di Salute Mentale di Gravina, Area 2 (coordinato dalla Dr. Maria Giuseppa Santoro), insiem al Centro Diurno della Cooperativa Sociale “Questa Città” e a un gruppo di studenti dell’IISS “Bachelet”, unitamente al gruppo di assistiti del territorio, ha seguito un percorso laboratoriale settimanale a cura dell’ “Associazione Prem1ere Film” condotto dall’art director, l’attrice Mariapia Autorino e dai suoi collaboratori: il regista A. Cramarossa e la drammaturga Mariella Soldo. Il laboratorio attraverso una partecipazione piena e consapevole dei vissuti dei partecipanti e lo sviluppo dell’empatia ha consentito la conoscenza ed il potenziamento di capacità come l’immedesimarsi, il mettersi “al posto dell’altro”, restituendoci l’importanza, non solo di realizzare un welfare comunitario ma di creare ponti e legami integrati con le reti territoriali.

I partecipanti al progetto hanno prodotto dei brevi testi  che sono poi diventati  “il” testo della performance teatrale Al posto tuo. Il lavoro verrà rappresentato il 27 maggio al Teatro Vida (Via Giardini, 33 Gravina in Puglia, dalle ore 9,00); seguirà una tavola rotonda sulle attività di riabilitazione territoriale attuate

La salute mentale bene comune, va tutelato e sostenuto da tutti, in modo da garantire a ciascuno l’esercizio dei fondamentali diritti di cittadinanza. Uscire dal disagio mentale è possibile se, all’intervento farmaco-terapeutico si affiancano e sviluppano opportunità di inclusione sociale, inserimento lavorativo, ricerca di soluzioni abitative dignitose, miglioramento e potenziamento degli aspetti della creatività che integrano e promuovono in ogni essere umano lo sviluppo di migliori e più creative strategie di coping. «Il percorso da noi intrapreso – spiega  la dott.ssa Santoro, coordinatrice del Centro di Salute Mentale di Gravina, Area 2 è occasione di coinvolgimento, di incontro e di confronto su temi che interessano tutta la comunità a partire dal filo conduttore rappresentato dall’arte. La creatività è un elemento strategico per costruire nell’immaginario collettivo una “modalità altra” di interazione a partire dalla quale l’emancipazione sociale promuova una cultura che stimoli canali comunicativi, non solo cognitivi e razionali ma di vero e reale interesse. Martin Luther King diceva “ i have  a Dream..” quando si batteva per i diritti dei neri americani: anche noi abbiamo un sogno – conclude la dott.ssa Santoro – quello di poter costruire uno spazio teatrale libero, condiviso ed aperto a  tutti per lavorare insieme nella diversità, per fare cultura aperta ad ogni cittadino non solo di Gravina ma di chiunque, passando, voglia lasciarsi come dono una con-divisione piena e consapevole».

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