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Muretti a secco, sentinelle del territorio

I muretti a secco che delimitano e dividono i poderi sono un inconfondibile e particolare manufatto che caratterizza il paesaggio rurale pugliese; storicamente rappresentano il primo tentativo dell’uomo di cambiare l’ambiente a suo vantaggio. Gli antichi greci e poi i romani costruivano muri a secco perché facili da realizzare ed economici, i celti li costruivano per proteggere i loro insediamenti.

Le mura messapiche di Manduria (TA), primi esempi di costruzioni a secco

L’arte di costruire i muretti segue uno schema e un manuale non scritto, tramandato di padre in figlio. Il muro a secco può essere costruito con pietre grezze provenienti dal posto stesso e selezionate a seconda della forma e dimensione; oppure costruito con pietre semilavorate o lavorate di ma di provenienza diversa dal luogo di costruzione. La tecnica costruttiva prevede la costruzione della base su cui verrà costruito il muretto. Solitamente si traccia e si scava una sorta di trincea che aiuterà a far aumentare la solidità del muro stesso. Le pietre sono posate in modo da farne coincidere i contorni, riempiendo i vuoti con sassi più piccoli. Il risultato è un vero mosaico, compatto e solido che resiste alle intemperie. L’arte e la tecnica di costruzione del muretto a secco tipico della tradizione pugliese si ritrovano in Irlanda. Nel nord del Paese i muretti separano i poderi tra di loro e dalle strade per evitare che le greggi di ovini al pascolo si disperdano.

La Regione detta le regole – Proprio per valorizzare questi manufatti caratteristici del paesaggio rurale pugliese, la Regione Puglia nel 2009 pubblicò un bando e le richieste di finanziamento giunte all’assessorato competente furono 3 mila. A distanza di due anni la Regione ha approvato e pubblicato un Regolamento che disciplina le modalità di richiesta dei finanziamenti e i progetti di recupero. La somma stanziata è di 25 milioni di euro proveniente dai fondi dal Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013.

Muretti a secco pedegarganici

Rigide le regole introdotte: le pietre utilizzate per il ripristino devono essere del luogo e di piccole dimensioni. Inoltre i muretti non devono essere costruiti ex novo ma recuperati sia nella forma che nelle linee originarie, senza eliminare la vegetazione che cresce al suo interno o lungo il suo percorso. Inoltre è fondamentale che nei muretti siano presenti dei piccoli varchi che permettano il passaggio dei piccoli animali. Riceveranno il finanziamento solo gli interventi sui muretti che ricadono nel territorio della Puglia, nella misura minima di 200 metri lineari e per volumetria d’intervento non inferiore a 100 mc.

L’aiuto è pari al 100% del costo totale sostenuto. Il costo unitario ammissibile non potrà essere superiore a 70 euro per metro cubo di muretto ripristinato, oltre alle spese generali, nella misura massima del 6% sulla spesa ammissibile a liquidazione. Ogni beneficiario di contributo riceverà un finanziamento massimo di 100 mila euro. Inoltre i lavori di ripristino dei manufatti devono essere completati entro 2 anni dal ricevimento della comunicazione di ammissibilità al finanziamento e i muretti finanziati devono essere tenuti in buone condizioni per almeno 5 anni successivi alla liquidazione degli aiuti.

L’intervento mira a salvaguardare e migliorare il paesaggio agrario e a conservare elementi naturali e seminaturali in grado di promuovere il mantenimento delle capacità di autoregolazione degli ecosistemi agricoli regionali.

I contributi saranno erogati solo per coprire le spese per il ripristino dei muretti già esistenti ; esclude le costruzioni ex novo  e i muretti che hanno già goduto degli con aiuti comunitari previsti dalle misure Agroambientali del PSR Puglia 2000-2006 (Reg. CE 1257/99).

Il mancato rispetto di una sola delle regole annullerà l’erogazione del contributo.

Muretti a secco nel Salento

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