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Murales che colorano Bari

10-06-16 murales ikea loves earth 2

Per realizzare i murales è stata adoperata una vernice speciale che al contatto con la luce assorbe le particelle di anidride carbonica, riducendo così l’inquinamento atmosferico

Bari da oggi è più colorata. Basta farsi una passeggiata lungo Corso Italia, nel tratto compreso tra via Eritrea e via Trevisani, nel quartiere Libertà, per trovare lupi in corsa, camaleonti occhiuti, e tnto, tanto colore. Merito di una bella iniziativa  che vede come patron Ikea, le ferrovie apulo Lucane e il comune di bari. “Ikea Loves Earth” questo il nome del progetto –  è diventato realtà stamattina, quando è stato presentato il murales realizzato stati dai writers del collettivo S.C.A.P. – Sud colorato a pezzi – , che hanno dipinto i 300mq del muro con soggetti che rimandano al mondo della natura: animali, piante, boschi. Alla presentazione del murales sono intervenuti l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli, il responsabile Ikea Dario Schirone e il presidente FAL Matteo Colamussi.

Il progetto “Ikea Loves Earth”, patrocinato dall’assessorato all’Ambiente, è stato realizzato dallo store barese in collaborazione con le FAL, proprietarie del muro, e si è avvalso della produzione esecutiva della società Accapiù con l’obiettivo di riqualificare uno spazio urbano degradato e aiutare, al tempo stesso, l’ambiente grazie all’impiego di “Sun Light”, una vernice speciale che al contatto con la luce assorbe le particelle di anidride carbonica, riducendo così l’inquinamento atmosferico.

I writers del gruppo S:C:A:P: che hanno dipinto i 300 metri di muro su Corso Italia insieme all' ass. Petruzzelli (a sin.) e al presidente di FAL Matteo Colamussi (a ds.)

I writers del gruppo S:C:A:P: che hanno dipinto i 300 metri di muro su Corso Italia insieme all’ ass. Petruzzelli (a sin.) e al presidente di FAL Matteo Colamussi (a ds.)

«Ringrazio Ikea per averci voluto offrire questa opportunità – ha dichiarato Petruzzelli – e le FAL, proprietarie del muro, che hanno voluto essere al nostro fianco per lasciare un importante segno artistico nella nostra città. Questa parete dipinta è la prova che la collaborazione tra soggetti pubblici e privati può rappresentare un valore aggiunto per la qualità dello spazio urbano: rendere bello un pezzo di muro non è un’azione fine a se stessa. Mi hanno insegnato che il bello chiama bello, e che una buona idea è come un’onda che cresce e raggiunge altri luoghi. Il mio auspicio è che questo intervento non solo aiuti i cittadini ad avere un atteggiamento più civile e rispettoso degli spazi pubblici, ma che li spinga a prendere a cuore questo bellissimo muro, contribuendo a preservarlo dal degrado e dell’incuria».

 

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