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Mucche a tutto gas

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, cantava l’indimenticato Fabrizio De Andrè. Poi c’è chi, come una ditta marchigiana creata nell’ ’86 per la coltivazione di cereali e seminativi e l’allevamento di ovini e bovini, dal letame fa nascere l’energia. L’idea di un impianto di biogas che utilizzi i liquami zootecnici è venuta alla Campomaggio 86 di Morrovalle in provincia di Macerata già sul finire del 2006. Ora nelle Marche, secondo i dati disponibili all’Assessorato Agricoltura, questo è il primo e unico impianto di questo genere, con  1700 capi e 1000 kw di potenza che potrebbero servire quasi 300 famiglie.

mucche

Con un apposito decreto (il n. 158 del 2 ottobre 2007) la Regione Marche ha infatti autorizzato la ditta alla realizzazione ed esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica a biogas in località Fonte Murata, secondo il decreto legislativo 387 del 2003 che a sua volta recepisce la direttiva europea del 2001 per la promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità; in particolare, l’art. 12 prevede la razionalizzazione e semplificazione delle procedure autorizzative per un impianto di biogas derivante dalla digestione anaerobica di biomasse vegetali, considerata opera di pubblica utilità, indifferibile e urgente. In caso di dismissione, la ditta è impegnata a rimettere in pristino lo stato dei luoghi a proprio carico.

Logo univ. anconaIl biogas, com’è noto, è una miscela di vari tipi di gas – primariamente metano, ma anche diossido si carbonio e solfuro di idrogeno – originata dalla decomposizione di materiali organici, p. es. concime e rifiuti di cibo, e dalla fermentazione di feci animali, mediante l’attività di batteri anaerobici che, appunto in assenza di ossigeno, demoliscono sostanze organiche complesse (lipidi, protidi, glucidi, ecc.) producendo energia.
Secondo studi diffusi dalla stessa Università Politecnica delle Marche, si può quantificare la resa in termini di biogas prodotto dai diversi animali. Guida questa originale classifica il letame suino, seguito da quelli bovino, ovino, avicolo. Chiude il letame equino. Performances simili i riscontrano per i rispettivi liquami.

<p>il panino "Big Mac" del Mc Donald's, farcito con doppio hamburger</p>

il panino "Big Mac" del Mc Donald's, farcito con doppio hamburger

Navigando un po’ in rete sull’argomento si trovano poi esperienze simili alla maceratese anche in provincia di Pavia oltre ad altre notizie, non tutte verificate: ricercatori dell’Università di Tokyo che nel 2005 sarebbero riusciti ad estrarre benzina dal letame di mucca (11 grammi su 100); un progetto internazionale per il riutilizzo dei rifiuti prodotti dagli allevamenti di suini presentato dal primo produttore di salumi nella Repubblica Popolare Cinese, il terzo nel mondo; oppure uno studio californiano che propone lo sfruttamento delle deiezioni di 11mila bovini per l’alimentazione di una centrale elettrica a San Francisco…

Povere mucche. Un rapporto Fao addita le loro flatulenze responsabili del 18% dei gas a effetto serra del pianeta, più dei trasporti. Ed è notizia di inizio mese che niente popò (appunto) di meno che Mc Donald’s si sia sensibilizzato alla causa. Esperti hanno studiato le emissioni delle sue 350mila mucche e dimostrato che per uno solo dei hamburger vengono generati oltre 3kg di anidride carbonica. Che dire, tutto torna. Care mucche, erba a volontà e buona digestione!

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