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Motore a idrogeno: è conveniente?

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Motore a idrogeno: conviene? Pur essendo totalmente pulito, la sua efficienza è limitata e la tecnologia ha limiti strutturali

Idrogeno. Il carburante pulito per eccellenza, rinnovabile all’infinito, è presente ovunque ed il suo scarto è l’acqua. Grazie a queste caratteristiche, Jeremy Rifkin, economista americano che ha studiato come l’evoluzione della tecnologia e la crisi energetica influissero sulle economie mondiali, ha teorizzato il concetto di idrogeno come carburante, messo in pratica nel 2008 in Puglia, stipulando con la Regione accordi e progetti e realizzando a Monopoli l’Università dell’Idrogeno.

Ma dopo tanto parlare e dopo tanti tentativi, al momento il progetto di un motore a idrogeno sembra essersi arenato.

Idrogeno il motore del futuro senza futuro

A tale riguardo, abbiamo sentito Sergio Camporeale, professore Associato di Macchine a Fluido del Dipartimento Meccanica, Matematica e Management del Politecnico di Bari. Camporeale insegna Motori a Combustione Interna e Sistemi Energetici 2 nel corso di laurea di Ingegneria Meccanica.

Prof. Camporeale, il motore a idrogeno produce come scorie vapore acqueo. Questa energia è la più pulita. Ma perché non decolla?

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Sergio Camporeale, professore Associato di Macchine a Fluido del Dipartimento Meccanica, Matematica e Management del Politecnico di Bari

«Bisogna distinguere due aspetti: uno è la distribuzione dell’idrogeno, l’altro è relativo aii motori a idrogeno. Nasce da una proposta di Rifkin e per anni si è discusso della possibilità di distribuire direttamente l’idrogeno. Rifkin dice che se andiamo verso il tutto rinnovabile, dobbiamo avere degli accumuli di energia. Il principale accumulo di energia è l’idrogeno. Quindi l’idrogeno diventa un vettore energetico. Il problema è veicolare l’idrogeno tal quale come gas. Questa incognita è stata studiata approfonditamente, ma finora non c’è soluzione, anche per questioni di sicurezza e per i costi che comporta la creazione di una rete ad hoc. Ecco perché con l’idrogeno si cerca adesso di fare qualcos’altro».

Ricombinare idrogeno per creare energia

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Università dell’Idrogeno – prof. Nicola Conenna – fonte: www.motorage.it

«Invece di creare una rete solo dell’idrogeno – spiega Camporeale – facciamo ricombinare l’idrogeno con l’anidride carbonica che sottraiamo dall’atmosfera e produciamo in questo modo dei combustibili liquidi di vario tipo da utilizzare al posto di diesel e benzina. Dobbiamo capire solo qual è il processo più efficiente. La distribuzione e la sicurezza sono più semplici da gestire se Il combustibile è liquido. Facciamo un esempio: con un combustibile liquido dentro un serbatoio di 40 litri puoi percorrere circa 800 km. Mettere l’idrogeno nello stesso serbatoio richiederebbe pressioni elevatissime, oppure bisognerebbe avere all’interno del motore una piccola centrale chimica che fa legare prima l’idrogeno per poi scomporlo nuovamente per riutilizzarlo nel motore. Tutto questo, all’inizio sembrava semplice ma in realtà si è scontrato contro limiti tecnologici e strutturali».

Il motore a idrogeno è poco efficiente

«Il secondo limite dell’ idrogeno è legato al motore. Nel motore a pistoni ne entrerebbe una piccola quantità, quindi servirebbero motori molto grandi per produrre la stessa potenza di un motore odierno. Inoltre, ci vorrebbero anche delle bombole e dei sistemi criogenici ma tenere l’idrogeno sotto pressione è pericoloso. Cosa diversa è l’utilizzo dell’idrogeno con le celle a combustibile. In questo caso, gli studi sono andati avanti e gli impianti sono più efficienti. Il limite è la difficoltà di avere una rete di distribuzione dell’idrogeno. La possibilità di utilizzarlo nei veicoli urbani ha fatto accantonare il progetto».

La forza del motore elettrico

«Le macchine elettriche – continua Camporeale – sono sempre più apprezzate ed efficienti, perché è molto più facile distribuire l’energia elettrica. Perché utilizzare una cella a combustibile per produrre energia elettrica su di un veicolo se il veicolo deve fare 200 km, quando posso prendere l’energia elettrica direttamente dalla rete? Ho sempre un sistema pulito e sicuro. Poi, tante vetture che si caricano contemporaneamente alla rete, stabilizzano la rete pubblica. Oggi, durante la notte c’è un surplus di energia elettrica che non viene più utilizzata dai grandi impianti industriali. L’unico modo per stoccare l’energia elettrica in generale sono le batterie. Invece di acquistare grandi batterie per le aziende, si ricaricano le auto. Si pensa di scambiare l’elettricità tra le auto e la rete quando queste sono ferme, risparmiando tempo e denaro per la mobilità urbana.

In parallelo con le auto elettriche ci sarà l’ibrido che permette di utilizzare l’auto in maniera sostenibile nel tessuto urbano e per la mobilità extraurbana».

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