Umberto Mastroianni, una mostra a Gioia del Colle

Umberto Mastroianni a Gioia del Colle, in uno dei più bei castelli di Puglia. Una buona occasione  per visitare il castello, la mostra archeologica e soprattutto le sue sculture

Nel Castello Normanno Svevo di Gioia del Colle, già Museo Nazionale Archeologico, si conservano e sono esposti oggetti di provenienza domestica e cultuale risalenti ai secoli tra VII e III a.C. Sono vasi, strumenti da lavoro, corredi con ceramiche di straordinaria fattura (vasi a decorazione geometrica e figurati di produzione Magno Greca), statuine fittili, ornamenti di bronzo, argento, avorio, ambra, colonne, capitelli ed elementi architettonici policromi, armi di ferro, cinturoni, elmi, corazze di bronzo, di particolare pregio e rarità come un’armatura completa di guerriero del IV secolo a.C. e splendide ceramiche tra cui il noto grande vaso corinzio denominato “cratere di Memnon”, risalente al VI secolo a.C..

Mentre guardavo la mostra degli oggetti esposti, entrando verso le ultime Sale del Castello, in cui sono esposte anche le sculture di bronzo di Umberto Mastroianni, dietro di me ho sentito bisbigliare in francese: “…ce sont des sculptures d’Umberto Mastroianni, célèbre artiste italiano (Sono sculture di Umberto Mastroianni, celebre artista italiano)”. Un gruppo di turisti francesi è entrato, dopo di me, in uno dei più bei Castelli di Puglia per vedere il Castello, la mostra archeologica e soprattutto, dal loro dire, la mostra La Scultura, dalla figurazione all’astrattismo, in programma fino al prossimo 15 novembre

Il loro modo di guardare le sculture, girargli intorno con attenzione, entrare nei dettagli, cogliere la luce sulle superfici, lisce e lucenti, grezze e cupe, mi ha incuriosito non poco, per la loro preparazione e conoscenza, e perché le opere presenti nella mostra raccontano due grandi momenti creativi dell’artista.

Umberto Mastroianni, il periodo degli studi della figura umana

Umberto Mastroianni
Umberto Mastroianni

Il primo periodo sugli studi della figura umana è quello delle sculture di bronzo che raccontano, secondo lo storico dell’arte Giulio Carlo Argan, una poetica esistenziale propria dell’artista, racchiusa in figure, forme dove la materia ha un ruolo, un’estensione, una duratura estensione spaziale e temporale; l’artista, manipolando la materia, stabilisce con essa un rapporto di intima continuità esistenziale, di immedesimazione, senza assumere un significato definitivo, ossia rimanda all’incertezza circa il proprio essere e la condizione di estraneità in cui la società lo pone.

Egli constata, scolpendo, che la materia bronzea non è soltanto un mezzo con cui si applicano le sensazioni attraverso le figure, ma una sostanza sensibile, modellabile e impressionabile, che dalle sensazioni dell’artista si fa modellare, assorbendole: “ …tutto ciò che si vive diventa materia (Bergson)…” e la materia è memoria, è qualcosa di nostro ma che si estranea da noi ed esiste per proprio conto. “E’ un frammento di realtà che realizza la nostra esistenza frammentaria, l’essere nel mondo. La materia racconta il nostro essere realizzando la nostra condizione umana: la nostra condizione di esistere” (Sartre).

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Le opere di bronzo dell’ultimo periodo

Queste sculture sono i momenti più alti dell’opera dell’artista, interprete, nel primo periodo, di una situazione storica europea della prima metà del 1900, fondata sulle strutture della forma classica, che prosegue con un’evoluzione del pensiero, visibile nelle opere di bronzo dell’ultimo periodo. Ora Umberto Mastroianni si libera della figurazione classica, per avventurarsi in una nuova, possibile individuazione di altri mondi e, al di la di essi, si inoltra in principi formali nuovi e di nuove strutture di coscienza dove il segno, la materia, il colore è scoperta di una nuova, profonda strutturalità della forma in cui, coscienza e materia sono date contestualmente immedesimate l’una nell’altra, senza distinzione e con grande fusione.

Il tema della materia è fondamentale nella scultura che già in passato è stata l’arte della sublimazione della materia in immagini, e l’artista cerca di sublimare la materia in una forma originaria e genetica, interpretando, nel primo periodo, il senso profondo delle poetiche classiche, definendole nel passaggio dalla materia alla luce. Nel secondo periodo egli scompone gli studi classici ricomponendo le forme, le linee, i colori in un universo nuovo di crescita positiva dove, oltre la scultura, a creare lo spazio è la pittura, che si trasforma in arazzo.

Il processo di defigurazione di Umberto Mastroianni, in cui le sculture diventano forme enigmatiche.

Un processo di defigurazione in cui le sculture diventano forme enigmatiche e lo spazio pittorico diventa luogo dell’anima in una combinazione di immagini, frutto dell’impetuoso temperamento di Umberto Mastroianni, che fa esplodere la materia nello spazio e la configura nell’istante della deflagrazione.

Bibliografia Essenziale:
Giulio Carlo Argan, L’arte moderna 1770-1970, Sansoni, Milano, 2017.

Luogo della Mostra:
UMBERTO MASTROIANNI, La Scultura, dalla figurazione all’astrattismo, Museo Archeologico Nazionale di Gioia del Colle, Piazza dei Martiri del 1799, 1
Gioia del Colle (BA). Fino al 15 novembre 2017.

Giorni e orario apertura: Lunedì-Sabato 8.30-19.30 Festivi 8.30-13.30;
Orario biglietteria: Lunedì-Sabato 8.30-19.15; Domenica 8.30-13.15;

 

 

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