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Monti a Bari: un momento di serietà

Il presidente del Consiglio Mario Monti

Il Presidente del Consiglio a Bari per l’inaugurazione della Fiera. Ritorna un impegno importante per far sentire la Puglia e il Meridione tutto al centro di un momento di riflessione e di comunicazione di strategie per il futuro. Monti vuole comunicare però con un Sud diverso dal passato, un Sud in cui serve un “cambiamento di mentalità”. Così si potrà crescere. Un messaggio chiaro, come chiara è l’iniezione di fiducia trasmessa quando afferma che la ripresa è possibile ed è alla portata perché “è dentro di noi”. Parole semplici ma forti e piene di contenuti e che bocciano le politiche di decenni in cui si è sbagliato perché si è speso attraverso un “nefasto assistenzialismo”. Magari quelle risorse fossero state spese per la crescita oculata, per il sostegno ai giovani, per il sostegno ad un Sud pulito e lungimirante. Sono rimasto impressionato nel sentire che “la crescita non nasce da soldi pubblici pompati in un tubo ma è frutto di una società che funziona”. E qui ritorno al cambiamento di mentalità e alla forte fiducia che dobbiamo avere “dentro di noi”, perché è lì che la crescita appare possibile qualora ci crediamo e lottiamo per ottenerla.

Il futuro del nostro Paese è nelle mani dei giovani

Ecco perché sono vere e proprie emergenze quelle della lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, particolarmente sentite nel nostro Paese. Ecco perché dobbiamo liberare le energie grandi che ora sono represse, quei giovani che costituiscono il capitale intellettuale del nostro paese, vera leva per lo sviluppo e che invece ora non è usata tanto da far maturare nei nostri giovani “la sensazione di non potercela fare con i propri mezzi se non hanno le conoscenze e gli appoggi giusti”.

Ma soprattutto ho visto serietà, cultura, competenza e capacità di trasmettere fiducia. Innanzitutto è venuto da noi scusandosi per l’anticipo ma non perché doveva incontrare sabato gli imprenditori del nord, ma perché sabato sarebbe stata l’occasione per incontrare leader stranieri in Italia e presenti a Cernobbio. Gli credo e mi fido: innanzitutto è venuto.

Romano Prodi

Certamente sono stati interessanti i discorsi dei ministri Scaiola e Fitto per le tre precedenti edizioni, ma avere il Presidente è per me motivo di ulteriore attenzione. Ricordo il discorso di Prodi nel 2007 e rivedo la forza della cultura e della competenza e l’impegno per gli altri. Prodi disse “Da sempre al Presidente del Consiglio è dato il privilegio di inaugurare la Fiera del Levante”. Lo riteneva un privilegio per lui e non per la Fiera. Allora la Fiera è importante, è una vetrina per il Mediterraneo. “Intendo anche utilizzare quest’opportunità per esporre le linee guida della politica economica del governo per i 4 anni che mancano alla fine della legislatura”. La Fiera quindi è un’occasione ed un’opportunità per parlare al Paese. Peccato che l’ignoranza e la poca lungimiranza di alcune forze politiche di sinistra lo fecero cadere. “Non abbiamo mai fatto calcoli, né tanto meno emanato provvedimenti dettati dall’opportunismo e dalla congiuntura politica”. Ricordo le parole di Monti a Mosca alcune settimane fa, laddove cita De Gasperi e ricorda che “Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni”.

Quando Prodi ricordava che “i cittadini italiani vogliono piuttosto serietà e normalità e desiderano quindi un Paese dove finalmente non contino gli annunci ma le azioni concrete” riscopro la continuità con Monti, non sulle posizioni politiche, ma sulla serietà e sulla normalità.

Io credo all’impegno di Monti per l’ambiente e il territorio, ne ha dato prova con il Piano Città previsto in un suo provvedimento, lo ha ricordato in Fiera quando ha parlato di ILVA e della centralità della produzione, coniugabile con la tutela dell’ambiente, quando ha parlato di politica dei rifiuti, quando non ha parlato delle trivelle per non fare “annunci” di convenienza ma forse per non assumere posizioni superficiali e quindi rimandando ad approfondimenti e a strategie più ampie.

Nichi Vendola

Vendola ha invece richiamato che “la crisi è un’occasione”. Gli credo e lo invito a tradurla in realtà, perché non rimanga un’affermazione ma diventi uno sprone per i nostri giovani, per uscire dal “parco delle idee” e far sì che si traducano in azioni concrete, quelle azioni che non rimangano sulla carta nonostante i solleciti scritti per mail e per raccomandata dalla società civile ed ignorati in nome di una politica che deve calpestare tutto e che gli italiani ora voglio distruggere, rischiando di trovare solo i grillini come armi per farlo.

Il messaggio di Monti quindi come momento di serietà: ora il Presidente non mancherà di trasformare i pochi ma forti annunci in azioni concrete: noi siamo pronti e crediamo che la ripresa sia “dentro di noi” e la vogliamo mettere al servizio del Paese.

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