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Monte Cornacchia, in cima al “Tetto della Puglia”

E’ considerato il “tetto della Puglia”, il punto più alto del tacco d’Italia. Dalla sua vetta è possibile godere di un paesaggio esclusivo che abbraccia, quasi in un unico sguardo, il Gargano ed il Tavoliere, e poi ancora l’Irpinia e la Maiella. Stiamo parlando del Monte Cornacchia, il massiccio che, dall’alto dei suoi 1151 metri d’altitudine, si presenta ai visitatori coma una privilegiata terrazza sui borghi più belli della Daunia: da Roseto Valfortore a Faeto, da Celle San Vito a Castelluccio Valmaggiore, passando per Biccari. Oggi, grazie ai nuovi percorsi creati dalla sezione di Foggia del Centro Alpino Italiano (C.A.I.) nell’ambito del progetto “Sentieri Frassati”, proprio da questi Comuni è possibile raggiungere l’importante vetta attraversando la catena del Subappennino dauno ed apprezzando, nello stesso tempo, le sue bellezze naturalistiche.

Il progetto "Sentieri Frassati" si propone di scoprire un sentiero di particolare pregio naturalistico, storico e religioso in ogni regione d'Italia

Il Monte Cornacchia è la meta ideale per gli amanti del trekking e dei paesaggi incontaminati; ricade nel territorio comunale di Biccari e si erge all’interno dell’area naturalistica “Lago Pescara – Monte Cornacchia – Bosco Cerasa”. Seguendo i sentieri battuti è possibile scoprire un paesaggio ricco di corsi d’acqua, invasi e stagni ed una vegetazione ricca di latifoglie decidue, soprattutto querce, cerri e roverelle. I rilievi hanno un profilo dolcemente arrotondato ed accolgono pascoli d’altitudine alternati, tra l’altro, da boschi di conifere. Nella piacevole passeggiata montana sarà possibile costeggiare anche il Pescara, l’unico lago naturale del Subappennino. Nel percorso ideato ed organizzato dal CAI – che dalla chiesa del beato di Roseto porta al Monte Cornacchia passando appunto per il Lago Pescara e il Convento di Sant’Antonio a Biccari, con ritorno a Roseto attraverso le tappe di Castelluccio, Celle e Faeto – è possibile apprezzare una piccola parte della biodiversità di questa parte di Puglia, ancora tutta da scoprire. In tutta la zona, infatti, si possono ammirare varie specie di uccelli (ad esempio gheppio, paiano e nibbio) e di rapaci notturni (tra i quali i barbagianni, gufi, allocchi e civette). 

Un momento dell'escursione sul monte Cornacchia

I “Sentieri Frassati” costituiscono una rete di percorsi che il Club Alpino Italiano ha tracciato in tutt’Italia e così “battezzato” in onore del beato Pier Giorgio Frassati (1901-1925), giovane torinese beatificato nel 1990, che amava definire la montagna come «una cosa grande, un mezzo di elevazione dello spirito, una palestra dove si tempra l’anima e il corpo». Il progetto dei “Sentieri Frassati” si prefigge di realizzare un sentiero di particolare interesse storico, naturalistico e religioso in ogni regione italiana e di svilupparli, in futuro, anche oltre i confini nazionali. I percorsi regionali intitolati al beato torinese sono già venti; l’ultimo arrivato (in ordine di tempo) è quello che porta al “tetto della Puglia”: è stato inaugurato lo scorso 4 settembre, al rifugio forestale in pietra di Monte Cornacchia con la suggestiva cerimonia dell’unione delle acque provenienti da tutti i Sentieri Frassati d’Italia.

Fonte: http://www.sentierifrassati.org

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