Molo di Adriano, Lecce ritrova il mare

Avviate le pratiche per il restauro del molo a San Cataldo. Pagliaro: “Obiettivo condiviso in Commissione cultura”

La Puglia, ricca di storia e gelosa del suo passato e dei suoi tesori, cerca il riscatto attraverso il recupero e una nuova fruizione dei suoi beni culturali. Un nuovo corso per la regione che ha compreso che il turismo non è soltanto mare e divertimenti, ma il turista cerca oggi storia, cultura, ambiente e sostenibilità. Le 17 Vele di Legambiente alla Puglia per il 2021 ne sono un esempio ma non sono indicative di una rivoluzione in atto, perché i criteri non riguardano soltanto ambiente e sostenibilità ma soprattutto la ricettività e i servizi turistici.

In Puglia c’è voglia da tempo di cultura. Ecco perché è in atto l’esigenza di conservare e valorizzare la nostra storia. In quest’ottica si comprende la proposta, accettata in VI commissione regionale, del consigliere Paolo Pagliaro, capogruppo de “La Puglia Domani”, di recuperare il Molo di Adriano a San Cataldo.

«È stato – spiega Pagliaro – il glorioso porto di Lupiae, l’antica Lecce, e ha conservato la sua centralità fino all’età medievale e moderna. Recuperare un sito importante come il Molo di Adriano, significa recuperare la storia e l’identità stessa della città di Lecce. Lecce era percepita come città di mare nell’antichità, perché proiettata sul mare. Recuperare la vocazione marinara di Lecce significa pensare il passato come proiezione del futuro: da qui bisogna partire nel progetto complessivo di recupero e valorizzazione del lungomare di Lecce.

Un progetto che viene da lontano, dall’impegno dell’ex sindaca, la senatrice Adriana Poli Bortone. Il Molo di Adriano non è un rudere, e riportarlo alla luce significa mettere la prima pietra nell’opera di recupero della storia antica di Lecce, che non è solo barocco. Ma bisogna fare presto: già 15 metri del molo sono andati perduti. Serve un’opera di restauro pensata in grande, con tempi certi, sulla scia degli interventi urgenti, a terra e a mare, messi in cantiere sotto la direzione attenta della Soprintendenza per la messa in sicurezza e il ripristino del molo. Scavo dei fondali del porto e ricostruzione della parte andata distrutta negli ultimi cento anni: questi i binari su cui deve poggiare il progetto.

Dal Molo di Adriano può e deve partire la riqualificazione dell’intero lungomare. Ben vengano i 3 milioni annunciati dall’assessora comunale di Lecce Cicirello, anche se l’iter ministeriale del progetto è ancora alle prime battute. Ma servono risorse assai più cospicue, provando ad intercettare i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza anche per il recupero dell’archeologia subacquea. O come risarcimento per il passaggio del gasdotto Tap Snam sul territorio salentino.

Ogni euro investito in cultura produce 2,65 euro di ricadute positive sul territorio: questo dev’essere lo sprone per tutte le istituzioni coinvolte in questo ambizioso ma realizzabile piano di recupero dell’antico porto di Lecce. Comune, Regione, Ministero della Cultura, Soprintendenza, tutti con lo stesso obiettivo, senza preconcetti ideologici e oltre ogni steccato politico».

Al termine dell’incontro, l’assessore regionale alla cultura, Massimo Bray ha assicurato l’attenzione della Regione, per restituire il bene alla comunità, in tempi certi, in collaborazione con la Sovrintendenza e il Comune di Lecce.

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