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Moda sostenibile, la startup CORA ama l’ambiente

Storia di una startup tutta al femminile dedicata alla moda sostenibile per bambini e mamme dinamiche e attente

Metti quattro giovani mamme che hanno a cuore il benessere dei loro bambini. Metti che a loro importi anche la salvaguardia dell’ambiente nel quale i piccoli vivono e continueranno a vivere. Mettile in Alto Adige, tra montagne, prati verdi e aria fresca e pulita. Aggiungi un pizzico di creatività, una dose minima di intraprendenza imprenditoriale e la capacità di mettersi in gioco; e, soprattutto, una profonda attenzione all’ecosostenibilità.
Nasce così CORA Happywear, una start up tutta al femminile dedicata alla moda sostenibile.

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Amore+ CORAggio = moda sostenibile

moda sostenibile“CORA sta per coraggio, che è l’anagramma di AMORE. Da ciò deriva il “cuore” di CORA Happywear” spiega Elisabeth Tocca, la fondatrice dell’azienda. Un brand nato nel 2014, quello di CORA, che attraverso la produzione di abbigliamento eco-sostenibile mira a prendersi cura della società in cui viviamo, grazie ad un alto senso di responsabilità e al rispetto dell’ambiente.
Intanto l’attenzione di CORA parte da lontanissimo, già dalla coltivazione ed estrazione della materia prima, ovvero i materiali naturali utilizzati per realizzare i tessuti. Per continuare con la produzione ecosostenibile fino alla consegna del prodotto finito. Tutto filtrato attraverso processi ad impatto ambientale minimo.
Partiamo dalle materie prime, la cui coltivazione, raccolta e pulitura hanno un impatto minimo sull’ambiente: cotone organico, bambù, eucalipto e lana rigenerata. Nel rispetto della pelle dei bambini, per realizzare capi particolarmente morbidi al tatto, anti-irritanti e anallergici.

Cotone e bambù per abiti ecosostenibili

La coltivazione, del cotone organico ad esempio, avviene senza pesticidi, insetticidi o altri prodotti chimici, quali i fertilizzanti. E minimizza anche il consumo di acqua grazie all’implementazione della rotazione delle colture.

Il bambù, invece, ha il vantaggio di crescere in natura molto velocemente e consuma solamente 1/3 dell’acqua rispetto ad altre piantagioni, e non è necessario alcun sistema di irrigazione artificiale, gli è sufficiente l’acqua piovana. Genera fino al 35% in più di ossigeno rispetto ad altre piantagioni, e minimizza le emissioni di anidride carbonica. Quanto alla lana rigenerata è considerato uno dei metodi più ecologici nella produzione di tessili che ci sia.

Sostenibilità sul posto di lavoro

Le quattro mamme che hanno dato vita alla start up CORA Happywear

L’attenzione delle “mamme CORA” non si ferma qui, ma si rivolge anche alle condizioni nelle quali lavorano gli operai che realizzano i capi; la produzione infatti avviene nei paesi dell’Unione Europea o in Turchia, dove condizioni di lavoro sicure ed eque sono garantite per legge. In più, i produttori turchi sono certificati Fair Wear Foundation (FWF), associazione che vigila sulle condizione di lavoro degli operai.
Infine, anche il trasporto dei capi finiti al consumatore finale ha un impatto ridotto sull’ambiente.
Tutti i capi sono prodotti nell’area mediterranea (Italia, Grecia, Turchia) per minimizzare i chilometri che il capo finale deve percorrere per arrivare al consumatore.

Quando la moda è ecosolidale

Eppoi i capi sono belli, freschi, persino personalizzabili. E se non bastasse, alla CORA Happywear non manca nemmeno il fronte umanitario; il 2% di ogni vendita viene destinato all’adozione a distanza di bambini in Senegal, a sostegno di un progetto in collaborazione con Plan Italia.

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