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Mobilità sostenibile, Foggia salta “in sella” con il Bike Sharing

Anche la città di Foggia prova a salire sulla “sella” della mobilità sostenibile con il progetto di Bike Sharing, inaugurato a metà dicembre dall’amministrazione provinciale. Il progetto, finanziato dalla Regione Puglia con 833mila euro, è messo a punto da Eco-logica, società barese di ingegneria e consulenza ambientale e da C’entro in bici. Il progetto è partito da Foggia, ma è stato già avviato a Manfredonia e Vieste per essere rodato in vista della stagione estiva. Complessivamente sono state consegnate 208 biciclette: 100 a Foggia, 60 a Vieste e 48 a Manfredonia. In poche settimane sono già alcune decine i foggiani che hanno fatto richiesta all’ente provinciale della chiave codificata necessaria per accedere al servizio che intende rivalutare e promuovere l’uso della bicicletta in città limitando l’inquinamento, decongestionando il traffico cittadino e – perché no – risparmiare sulle voci “spesa carburante” e “sosta a pagamento” (soprattutto alla luce del recente e generalizzato piano parcheggi varato dal Comune di Foggia).

Dodici le postazioni dislocate nella città di Foggia, ciascuna dotata di 8 biciclette (ad eccezione di quella di via Ammiraglio da Zara che ne conta 12). Le due ruote possono essere, quindi, prelevate al parcheggio “Ginnetto”, in via Diomede, al parcheggio “Zuretti”, in corso Roma (in foto), al parcheggio “Municipio”, in corso Garibaldi e al parcheggio della stazione, in piazza Vittorio Veneto. Ancora, è possibile prendere la propria bicicletta dalle rastrelliere antistanti la sede della Provincia di Foggia, in via Telesforo, dinanzi la sede dell’Università, in via Ammiraglio Da Zara, nei pressi degli Uffici comunali e di Palazzo Ateneo in via Gramsci e degli Ospedali Riuniti, in viale Pinto. Sono presenti altri stock da 8 biciclette dinanzi all’Ente Fiera, in corso del Mezzogiorno, agli uffici del Comando dei Vigili urbani, in via Manfredi e in via Candelaro nonché al capolinea Ataf in viale Kennedy. Le postazioni fisse sono state integrate con ulteriori 20 zone di stazionamento intermedio collocate nei punti nevralgici della città, per 200 posti disponibili.

Per accedere al servizio è necessario dotarsi di una chiave codificata da richiedere all’apposito “Ufficio Bicicletta” in via Telesforo (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 11.00). Il servizio è gratuito: basta inserire la chiave codificata nel dispositivo sulla rastrelliera e sganciare la bicicletta. Il sistema di ancoraggio delle bici è dotato di una “memoria elettronica” per l’identificazione delle utenze utilizzatrici del mezzo. Per ritirare la propria chiave è necessario versare un deposito cauzionale di 30 euro. Ogni utente può prelevare un qualsiasi mezzo da qualsiasi postazione cittadina, dalle 07.00 alle 23.00, avendo premura di riposizionare la bicicletta nella stessa rastrelliera dalla quale è stata prelevata. Insomma, gli “strumenti” ora ci sono. Ma affinché il progetto possa decollare sarebbe opportuno dotare la città di una pista ciclabile efficiente e sicura e puntare sulla sensibilizzazione della cittadinanza ai temi della mobilità sostenibile. E’ da qui, infatti, che bisognerebbe partire, anche alla luce del quinto Rapporto sulla Mobilita sostenibile in Italia elaborato da Euromobility che vede il capoluogo dauno all’ultimo posto della classifica.

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