Mobilità sostenibile, a Parma una rete all’avanguardia di ricarica per veicoli elettrici

colonnina ricarica elettrica
Una delle criticità per la diffusione dell’e-sharing e della mobilità elettrica in generale resta la non sufficiente e poco uniforme diffusione delle infrastrutture di ricarica

50 stazioni per 100 punti di ricarica senza il ricorso a fondi pubblici. Progetto del Comune di Parma in  collaborazione con Be Charge, che annuncia 30mila punti di ricarica in Italia entro il 2025

Una rete di ricarica per veicoli elettrici che prevede 50 stazioni per 100 punti di ricarica, comprese 9 Fast Charge a 100 kW. Ad attuarla sarà il Comune di Parma, con la collaborazione di Be Charge. Parma sarà così uno tra i primi comuni emiliani a dotarsi di una così capillare rete di ricarica per veicoli elettrici.

parma_700x500_foto dezalb da Pixabay
A Parma annunciata l’installazione di 50 stazioni con 100 punti di ricarica per auto elettriche (Foto Dezalb da Pixabay)

« Nella riforma della mobilità che il Comune di Parma sta attuando, l’elettrico ha un ruolo importante – spiega Tiziana Benassi, Assessore alle politiche di sostenibilità ambientale del Comune di Parma –.  È una valida soluzione per ridurre l’inquinamento atmosferico e acustico, migliorando qualità dell’aria e vivibilità. È una valida soluzione per chi si muove in città (i veicoli elettrici hanno accesso al centro storico, anche nelle domeniche ecologiche, possono transitare nelle corsie preferenziali dei bus e non pagano le sosta nelle righe blu) ed è un’opportunità per rendere il nostro territorio una meta più appetibile per il turismo, anche internazionale».

LEGGI ANCHE: Tesla, elettrica di natura

Come dotarsi di una rete di ricarica pubblica – I vantaggi per i Comuni e i cittadini

Dotarsi di una rete di ricarica per veicoli elettrici è per il Comune uno strumento ideale per diventare un polo attrattore per la «comunità elettrica», in costante crescita nel nostro Paese. La realizzazione di una rete di ricarica capillare non richiede alcun ricorso a fondi pubblici in quanto gli investimenti sono effettuati dall’operatore privato partner del Comune, così come i costi operativi. La rete di ricarica diventa un «hub» intorno al quale è possibile sviluppare nuove attività economiche tradizionali e/o innovative (ad es. servizi di car sharing, turismo sostenibile, attività commerciali).

Il Comune potrà inoltre monitorare l’utilizzo e lo stato delle colonnine ed utilizzare i dati di ricarica (anonimi) per conoscere meglio i propri flussi di traffico, miglioramento così la «pagella di sostenibilità ambientale» sul suo territorio e migliorando la qualità dell’aria. Per il cittadino, una rete di ricarica capillare costituisce un forte incentivo ad acquistare un veicolo elettrico che potrà ricaricare – senza ansia da autonomia – in modo semplice e veloce grazie al servizio altamente digitalizzato ed integrato con servizi di navigazione. Il cittadino potrà muoversi con maggiore facilità sul territorio nazionale utilizzando una rete di ricarica compatibile con quella del proprio Comune di residenza, beneficiando anche delle scontistiche/promozioni che le attività commerciali in prossimità delle colonnine vorranno offrire sotto forma di coupon digitali da utilizzare durante il tempo di ricarica.

Dopo un primo sopralluogo del distributore di energia, parte il processo di progettazione (SCIA) e l’installazione delle stazioni di ricarica, il relativo allaccio alla rete elettrica per arrivare al collaudo e all’attivazione dei punti di ricarica. Dalla sottoscrizione del protocollo d’intesa, l’intero processo richiede 60 – 120 giorni.

 Come effettuare la ricarica

Per effettuare una ricarica alle stazioni di ricarica Be Charge è sufficiente installare e registrarsi sull’App «BeCharge» scaricabile gratuitamente dagli AppStore Google Play e Apple App Store. Attraverso l’App è inoltre possibile visualizzare la mappa di tutte le stazioni di ricarica Be Charge sul territorio, verificare la disponibilità in tempo reale e la tipologia di presa dei vari punti di ricarica, oltre che il prezzo in €/kWh erogato. Il costo della ricarica verrà direttamente addebitato sulla carta di credito associata all’account dell’utente. Se il dispositivo è dotato di navigatore (Google Maps o Mappe di Apple) è inoltre possibile ottenere le istruzioni di guida per raggiungere le singole stazioni di ricarica. Una volta attivata la ricarica è possibile monitorarne l’avanzamento direttamente dall’App. Il call center è sempre disponibile 24/7 al numero 02-87119401.

Lo sviluppo della rete di ricarica elettrica in Italia nei prossimi anni

Il piano di sviluppo di Be Charge prevede di installare con la concreta collaborazione dei Comuni circa 30.000 punti di ricarica sull’intero territorio nazionale nei prossimi 3-5 anni

Il piano di sviluppo di Be Charge prevede di installare con la concreta collaborazione dei Comuni circa 30mila punti di ricarica sull’intero territorio nazionale nei prossimi 3-5 anni che erogheranno energia al 100% proveniente da fonti rinnovabili, per un investimento complessivo superiore ai 150 milioni di euro. Be Charge ha anche ottenuto un finanziamento di 25 milioni di euro dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI).

Tra le varie installazioni Be Charge sta realizzando numerose stazioni di ricarica (anche fast charge) in alcuni grandi comuni italiani come Torino (oltre 300 punti di ricarica), Milano (309), Roma (320) e Rimini (100). Nei parcheggi di interscambio dell’ANM di Napoli Be Charge installerà 120 stazioni di ricarica (240 punti di ricarica) con un bando privato-pubblico. I primi 30 punti di ricarica sono stati istallati a Bologna ed altri progetti sono stati approvati o sono in fase di approvazione per l’installazione di ulteriori punti di ricarica. Treviso può contare su 94 Punti di ricarica installati e operativi. Tra le altre città servite, Parma, Tortona, Pesaro, Chieti, Pescara, Sassuolo al Nord, Termini Imerese, Marsala, Monopoli, Cerignola al Sud, oltre a  consorzi di comuni come il Consvipo, Consorzio per lo sviluppo del Polesine, I borghi più belli della Sicilia e i Comuni della Valle d’Aosta.

Articoli correlati