Mobilità sostenibile, 5G e COVID: cosa c’entrano?

La pandemia ha sollevato una serie di questioni e relazioni che possono migliorare la vita quotidiana e l’ambiente soltanto con azioni integrate e sostenibili

Sappiamo che la pandemia da COVID ha rallentato tutte le attività umane. Di conseguenza è crollato l’inquinamento atmosferico. Con la ripartenza, tutti i settori si sono rimessi in moto e così anche l’inquinamento.

Durante il lungo periodo di chiusura sociale, invece, è aumentato in maniera esponenziale il traffico sul web, che spesso ha intasato le linee. Da qui, la necessità di attivare quanto prima la rete 5G.

Il 5G e la guida autonoma

Il  5G aumenta notevolmente la velocità di connessione e il segnale può raggiungere in maniera mirata contemporaneamente più supporti senza perdere qualità e intensità. Per queste sue peculiarità, è fondamentale per le auto a guida autonoma. Questo segnale permetterebbe di gestire in tempo reale i comandi di un’auto in remoto, evitando distrazioni e incidenti.

Ma l’emergenza COVID ha frenato le economie mondiali, riducendo i fatturati delle aziende automobilistiche e modificando le loro priorità in termini di ricerca e sviluppo. Solo la sinergia tra le varie parti coinvolte, compresi i governi, può rilanciare i vari settori spingendo l’innovazione a condividere le tecnologie che devono però essere sostenute da un impianto legislativo che tuteli il sistema e le persone.

“Il fattore umano”

veicolo guida autonoma
Foto di falco da Pixabay

Anche se a Merano è in atto una efficace sperimentazione di 3 mezzi pubblici a guida autonoma, c’è un aspetto più complesso da analizzare: il fattore umano. Da una ricerca condotta dal professor Gianluca Marchi, pro rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, emerge che il 70% dei cittadini non intenderebbe acquistare una vettura a guida autonoma. Un’auto a guida autonoma sovvertirebbe la concezione di spostamento individuale. Così l’utente non acquisterebbe un veicolo ma un servizio di trasporto. Bisogna anche considerare le conseguenze etiche che un trasporto automatizzato potrebbe comportare, gestione dati sensibili, la tracciabilità dei percorsi, la privacy, e poi gli eventuali, e inevitabili, guasti o perdite di segnale.

La guida è un piacere, ma la tecnologia e i social ci hanno complicato la vita perché ci distraggono in ogni momento della giornata, anche quando guidiamo. Ma una distrazione alla guida può essere fatale.

Auto a guida autonoma e mobilità sostenibile

Ma un’auto a guida autonoma può considerarsi mobilità sostenibile? Solo se riduce drasticamente le emissioni di gas serra e spinge i governi, gli imprenditori e la ricerca a sviluppare motori a “zero emissioni” e auto riciclabili e green.

POIMO – Halfbike (foto tratte dai siti web di riferimento)

La mobilità è sostenibile se permette un risparmio energetico e riduce drasticamente l’inquinamento.

In Giappone hanno inventato POIMO, ovvero uno zaino gonfiabile che diventa uno scooter elettrico. Realizzato in poliuretano termoplastico, si appoggia su una piattaforma elettrica a quattro ruote, simile allo skateboard e può portare solo una persona. Una volta giunti a destinazione, si sgonfia e si ripiega nello zaino.

In Bulgaria, invece, viene prodotta Halfbike, un ibrido tra bicicletta, monopattino, skateboard, triciclo e surf. Ha una posizione di guida verticale, in piedi, con una ruota anteriore di 18 pollici e due ruote posteriori da 8 pollici, ha 4 marce, freni a tamburo, è realizzata un alluminio aerospaziale ed è pieghevole. Inoltre, per guidarla, si “allena” tutto il corpo.

Il treno ad idrogeno è realtà

treno a idrogeno Coradia_iLint_700x500_Copyright_Alstom_Rene_Frampe
Il treno a idrogeno Coradia iLint 700×500 (Copyright Alstom Rene Frampe)

Ottimi risultati, invece, quelli raccolti al termine della sperimentazione di due anni del treno ad idrogeno in Germania. Dopo 530 giorni e oltre 180mila chilometri percorsi, i due treni a celle di idrogeno hanno dimostrato affidabilità, durabilità e zero emissioni. Promosso a tutti gli effetti come il primo treno passeggeri al mondo silenzioso e green, che emette solo vapore acqueo e acqua condensa. Dal 2020, 14 treni Coradia iLint sostituiranno quelli esistenti a diesel.

Bando ENEA per startup

Il programma europeo EIT Urban Mobility, di cui l’ENEA e il Politecnico di Milano sono partner, ha lanciato un bando europeo per la “Business Acceleration” di KIC Urban Mobility, che scade il 31 maggio. Le startup selezionate avranno 15mila euro ed un piano gratuito di sei mesi di “business acceleration”. Il progetto, che si concluderà nel 2026 per un investimento pari a 1,6 miliardi di euro, intende promuovere soluzioni avanzate per ridurre il traffico veicolare, migliorare l’efficienza dei sistemi di trasporto e rendere il pendolarismo più sostenibile e veloce, o a zero emissioni.

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