Mobilità lenta in Puglia: ferrovie dismesse possono diventare ciclovie turistiche

Foto di Holger Schué da Pixabay

Con i fondi del PNRR si potrebbe investire in un turismo lento e sostenibile, partendo dalla antica linea ferroviaria Rocchetta Sant’Antonio-Gioia del Colle, che attraversa alcuni dei luoghi più suggestivi lucani e pugliesi

«La linea ferroviaria Rocchetta Sant’Antonio-Gioia del Colle ha tutte le caratteristiche per diventare uno dei percorsi cicloturistici più importanti e interessanti del Sud Italia utilizzando le opportunità offerte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza». È la proposta del presidente della V Commissione consiliare Ambiente della Regione Puglia Paolo Campo.

Foto di BadziolTV da Pixabay

«Le permanenti difficoltà tecniche che ostacolano la riattivazione della connessione con treni storici suggeriscono di riorientare la riqualificazione funzionale dell’infrastruttura verso la realizzazione di un percorso cicloturistico. Nel PNRR del Governo Draghi sono appostati 400 milioni di euro per la realizzazione di 1.200 chilometri di percorsi ciclabili extraurbani: un tesoretto da cui attingere i fondi necessari a trasformare una delle tratte ferroviarie più antiche d’Italia, inaugurata nel 1891, in una strategica infrastruttura turistica interregionale. La linea Rocchetta-Gioia, ancora oggi gestita da RFI, parte dalla Daunia e attraversa il territorio della Basilicata, toccando i Comuni di San Nicola di Melfi e Venosa, prima di rientrare in Puglia, nel territorio di Spinazzola: un suggestivo percorso ricco di storia, punteggiato da attrattori culturali, ambientali ed enogastronomici oggi segmentati e poco valorizzati. La via cicloturistica potrebbe avere una lunghezza di 140 chilometri e congiungere i monti della Daunia a quelli della Murgia, offrendo un’opportunità di sviluppo alla filiera turistica fondata sulla lentezza e il buon vivere, sempre più attrattiva per i viaggiatori esperienziali italiani e stranieri. Analoga soluzione è stata ipotizzata dal Consiglio comunale di Apricena per il tratto dismesso della linea ferroviaria garganica: 21 chilometri che si dipanano tra vigneti, campi di grano, cave dismesse. Un’altra occasione di valorizzazione per un territorio rimasto ai margini del turismo balneare e che potrebbe trovare una via autonoma allo sviluppo della filiera turistica culturale, ambientale ed enogastronomica. È una programmazione su cui chiederò un confronto con l’assessore al Turismo, Massimo Bray, con l’obiettivo di incrementare sostanzialmente la mobilità sostenibile e il turismo slow in Puglia».

Foto di jpgiance da Pixabay

«Basti pensare – dichiara la consigliera regionale del M5S Antonella Laricchia – che la ‘Transiberiana d’Italia’ in Abruzzo sviluppa circa 80 treni annuali con 400 viaggiatori a bordo e ha una ricaduta di 6 milioni di euro l’anno grazie all’indotto turistico, con margini di crescita altissimi. Nel piano strategico del turismo approvato dalla Giunta nel 2017 era presente la valorizzazione della tratta Rocchetta Sant’Antonio – Gioia del Colle e l’Assessorato ha inviato una nota al Ministero per chiedere la valorizzazione di quella e altre linee. Con il Recovery Plan che finanzierà i progetti cantierabili, si libereranno le risorse ordinarie che potranno essere impiegate per questo tipo di interventi. La nostra regione – continua Laricchia – possiede dei percorsi ad alto potenziale turistico, come la CircumMarPiccolo, il tronco ferroviario Gallipoli – Gallipoli Porto, la tratta San Severo – San Nicandro Garganico (via San Marco in Lamis) e la linea ferroviaria Rocchetta Sant’Antonio – Gioia del Colle, che hanno bisogno di essere tutelati e valorizzati».

Nell’attesa, il 30 maggio in diversi Comuni di Puglia e Basilicata si svolgerà una manifestazione, organizzata da diverse associazioni tra cui la salentina LeccePedala, per chiedere l’apertura alla libera fruizione pubblica della cosiddetta pedo-ciclovia dell’Acquedotto Pugliese. Si tratta di un percorso di 500 km, ad uso interno dell’ente, che si snoda in aree di elevato interesse naturalistico interdette al pubblico, dalle sorgenti di Caposele fino al Basso Salento, passando per gli altipiani dell’ Alta Murgia. Uno scorcio nascosto di Puglia che gioverebbe alle comunità locali e al turismo di nicchia.

Articoli correlati