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Mobilità elettrica: immagine di una fiaba italiana

«La mobilità elettrica in Italia? Un’immagine idilliaca di una fiaba cittadina». Questo il parere di Mauro Rossato (foto), presidente di Vega Engineering, società veneta di progettazione di impianti per la ricarica dei veicoli elettrici.

Un abisso tecnologico e di sensibilità ambientale separa l’Italia dall’Europa: nel Belpaese, le vetture elettriche rappresentano lo 0,04% del totale delle immatricolazioni. Lo stato più virtuoso è la Norvegia, dove le immatricolazioni elettriche sfiorano il 3% del totale e godono di diversi vantaggi (sgravi fiscali, corsie preferenziali, parcheggi dedicati).

Gli italiani, afferma Rossato, non sono adeguatamente informati sui benefici della mobilità elettrica. Il piano triennale di incentivi per le vetture ecologiche non aiuta la diffusione delle auto elettriche: i fondi (1,5 milioni di euro) bastano per l’acquisto di solo 300 vetture. Gli enti locali, inoltre, non investono in infrastrutture: stando al sito colonnineelettriche.it, si contano  461 colonnine di ricarica su tutto il territorio nazionale; entro il 2020, però, ne occorrerebbero 100mila.

Per avvicinare i cittadini alla mobilità elettrica, bisogna assicurare l’accesso all’energia ovunque e in qualsiasi momento, osserva ancora Rossato: «Solo così decollerà un mercato nuovo che consentirà di risollevare il settore automobilistico e quello dell’impiantistica, creando nuovi posti di lavoro e migliorando i livelli di inquinamento delle nostre città».

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