Minervino Murge e le sue grotte da tutelare

Una delle grotte del complesso Montenero Dellisanti, a Minervino Murge

Ogni area del mondo custodisce caratteristiche paesaggistiche peculiari che spesso si rivelano importanti e uniche risorse; le stesse che conferiscono un valore aggiunto al territorio e per questo da tutelare. Anche molte aree della nostra regione nascondono sorprese inaspettate. È il caso di Minervino Murge, comune sulle lievi alture della Puglia settentrionale, che custodisce un particolare paesaggio locale: le grotte Montenero Dellisanti.

Queste grotte sono il risultato di un fenomeno detto carsismo, che comporta l’erosione della roccia carbonatica attraverso la principale azione dell’acqua piovana che, penetrando nella roccia, scorre ed erode, creando grotte più o meno grandi, in relazione all’entità del processo. Il risultato è uno scenario unico e caratteristico.

Tra le proposte per valorizzare il complesso delle grotte Montenero Dellisanti c’è anzitutto l’acquisizione dell’intera area

Le grotte di Minervino Murge sono state rinvenute in un’area di cava e i censimenti effettuati hanno dimostrato un’ampia estensione del fenomeno in tutto il territorio circostante; si stima ci siano circa quaranta grossi ipogei, oltre le numerose grotte e le restanti ancora da esplorare. Un patrimonio molto ricco e prezioso che rappresenta un’importante risorsa locale, tale da poter definire l’intera area un vero e proprio geosito (sito importante dal punto di vista geologico). L’insieme di questi elementi, oltre a racchiudere un’inestimabile risorsa, si presenta come punto di alto interesse per turisti, curiosi, esploratori ecc. Per questo diverse associazioni e istituzioni locali puntano a tutelare e valorizzare quest’importante ricchezza. Diverse sono le proposte di progetti avanzate per tutelare e usufruire al meglio di questa risorsa, in primis partendo dall’acquisizione dell’intera area e quindi del patrimonio custodito.

Altre proposte, poi, vanno a favore delle scuole speleologiche, che potranno sfruttare questa risorsa per esercitarsi nelle loro attività di esplorazione di ipogei naturali, per corsi di formazione ecc.; a seguire, la creazione di un geoparco affiancando lo scenario del geosito ai vicini ritrovamenti archeologici appartenenti all’età del rame, valorizzando entrambe le risorse. Ultimo, un coinvolgimento con gruppi di studio specializzati per programmi di ricerca, e un uso didattico del geosito per attività di educazione e formazione per studenti e ragazzi.

Tante proposte e tante idee, ad ora, purtroppo impraticabili poiché opposte all’attuale ordinanza dell’area che la interdice al pubblico per problemi di sicurezza e per vincoli ambientali. Si spera in un’evoluzione dell’ordinanza in vigore, a favore di un’apertura del geosito con progetti validi, formativi ed ecosostenibili.

 

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