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Minervino Murge, grotte da tutelare

Quando si parla di Minervino Murge si parla di qualità di un territorio che merita attenzione per risanare le profonde ferite che ha subito. Grandi estensioni di aree di grande pregio naturalistico, il Parco Nazionale dell’Alta Murgia con cui integrare le politiche di valorizzazione (specie ora che il Piano del Parco è approvato definitivamente), un’attività estrattiva che ha profondamente segnato il passato. Un’attività con cui avviare i corretti dialoghi pubblico-privato per condividere un percorso di ricostruzione paesaggistica. In queste meraviglie naturalistiche si sviluppano le ferite delle cave ma, in alcune di esse, le lavorazioni hanno messo in luce un patrimonio geologico e speleologico che non si pensava di avere.

Il territorio di Minervino Murge ospita 6 geositi sui 20 della provincia BAT (il 30%). Rilevante la percentuale sui geositi regionali (oltre l’uno per cento che, se paragonato ai 258 comuni pugliesi, significa essere appartenere al ristretto gruppo di comuni con peculiarità geologiche di pregio).Però l’uomo non sempre agisce per salvaguardare la natura, ma a volte contribuisce a distruggere le bellezze che fanno il nostro futuro per conseguire altri vantaggi.

Siamo in una cava in località “Porcili”: la cava in questione, nota anche come cava Montenero-Dellisanti (dal nome degli scopritori), sarebbe stata oggetto di sversamento di rifiuti delle attività estrattive all’interno della cavità sotterranee. Se così fosse, sarebbe un grave danno e il rischio associato a ciò deve far sì che sia approfondita definitivamente la questione, al fine di scagionare eventualmente i presunti responsabili ed avviare, se fosse vero, programmi di recupero finalizzati alla successiva valorizzazione del patrimonio geologico.

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L’interrogazione dei consiglieri M5S Trevisi e Conca chiede anche se sono stati avviati i piani di ripristino ambientale per le cave private in cui è scaduta la concessione

Per questo è apprezzabile l’iniziativa del Movimento 5 Stelle che porta all’attenzione della Regione Puglia il problema, richiedendo chiare “spiegazioni”. Lo fa grazie al sindacato ispettivo di cui può avvalersi la loro azione. Infatti l’Autorità Garante della privacy ha ribadito che le interrogazioni e le richieste di accesso ai documenti, da parte dei consiglieri, possono essere accolte se riconducibili alle esclusive finalità di rilevante interesse pubblico “direttamente connesse all’espletamento di un mandato elettivo“. Mai più appropriata, quindi, questa interrogazione, rispetto al rilevante carattere che sottende.

L’interrogazione a risposta scritta è stata presentata lo scorso 19 maggio 2016 dai consiglieri regionali pentastellati Trevisi e Conca  che hanno in particolare richiesto di sapere, fra l’altro:

·         quali azioni la Regione intende intraprendere, anche in merito all’effettiva adozione del piano di gestione (del SIC, n.d.r.), per salvaguardare il patrimonio geologico e speleologico rappresentato dalle grotte “Montenero-Dellisanti 1-6” ricomprese nel SIC “Murgia Alta”;

·         quali azioni la Regione intende intraprendere per salvaguardare le numerose cave abbandonate, presenti sul territorio di Minervino Murge e in tutto il territorio regionale comprese quelle ricadenti nelle aree SIC e ZPS, ai sensi dell’art.6 della Direttiva 92/43 e del D.P.R. 357/97;

·         se sono stati avviati i piani di ripristino ambientale per le cave private in cui è scaduta la concessione e se siano state lasciate garanzie fideiussorie per le attività di ripristino;

·         quali azioni la Regione intende intraprendere per salvaguardare le aree dei SIC e ZPS regionali che non ricadono nella perimetrazione dei parchi nazionali e regionali.

Le giuste ed immediate risposte le attendono i cittadini pugliesi tutti, ma soprattutto il patrimonio geologico e speleologico pugliese, capace di contribuire, se tutelato e valorizzato, alla destagionalizzazione dei flussi turistici e al rilancio della Puglia.

Link all’interrogazione:

 

 

 

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