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Mesotelioma pleurico: una battaglia da vincere, per l’eternit(à)

Un momento del convegno; a sinistra Nicola Brescia, al centro Maria Maugeri, in fondo Lillo Mendola

Mesotelioma pleurico… una battaglia da vincere” è il titolo del convegno che si è tenuto oggi a Bari, nel corso  dell’evento scientifico e artistico “Eternit(à)”, che si concluderà il 30 novembre prossimo. Tra i presenti, gli organizzatori Nicola Brescia, presidente del Comitato Fibronit di Bari, Lillo Mendola, presidente dell’Associazione Familiari Vittime dell’Amianto e Salvatore Valletta, presidente SIGEA Puglia, politici locali come il presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli, in veste di oncologo, l’assessore all’Ambiente di Bari Maria Maugeri  e il sindaco di Bari Michele Emiliano e medici e studiosi come il Prof. Luciano Mutti, Direttore del Gruppo Italiano Mesoteliomi e Marina Musti, responsabile Registro Mesoteliomi Puglia.

Tutti riuniti per analizzare lo stato dell’arte della ricerca scientifica, in fatto di prevenzione e cura della peste del terzo millenio che è il mesotelioma pleurico. Gli attuali risultati testimoniano la concreta incidenza dell’amianto sulle malattie asbesto-correlate e le loro degenerazioni. Schittulli, in proposito, spiega come, nel corso della sua esperienza di medico e di CTU, “è sempre stato convinto del nesso causale tra  l’inalazione delle fibre di amianto ed il mesotelioma ed ha sempre cercato di farlo valere nei processi”.

Luciano Mutti

Ma tutto ciò ancora non basta perché la ricerca ha bisogno di essere sostenuta dal governo, con fondi, leggi adeguate e, soprattutto, con il giusto riconoscimento delle attuali scoperte in tema di prevenzione. In questi termini risponde Mutti alla polemica sorta giorni fa, durante la Seconda Conferenza Governativa di Venezia sull’amianto: “noi scienziati siamo stati tacciati di essere “venditori di fumo”, solo perché siamo dei pionieri: abbiamo scoperto importanti proteine reagenti e abbiamo affermato, senza esitazioni, che la migliore prevenzione è la non esposizione all’amianto. Non esiste una soglia al di sotto della quale l’amianto non è letale! Adesso Balduzzi, sia pur in ritardo, riconosce pubblicamente la validità di questa teoria a Venezia”.

Anche dal punto di vista legislativo, però, la situazione non è delle migliori: sembra esserci un “torpore normativo”, aggravato dalla continua inosservanza delle leggi esistenti, come sottolinea Bruno Pesce, presidente dell’Associazione Familiari Eternit Vittime dell’Amianto di Casale Monferrato (AL), che prospetta l’urgenza di “un piano nazionale amianto che riordini tutta la legislazione regionale in via organica e definitiva. Un primo segnale giunge dalla magistratura con la rivoluzionaria sentenza Eternit, che farà giurisprudenza e scuola, per i processi futuri, italiani ed esteri e che dimostra la voglia di cambiamento per smettere di fare “due pesi e due misure” e punire i colpevoli!”

L'intervento del sindaco di Bari Michele Emiliano

Tirando le somme, dunque, in Italia, i risultati scientifici più all’avanguardia vengono riconosciuti a fatica, le leggi esistenti vengono violate e i malati proliferano. Nicola Brescia racconta “che sono emersi altri sei casi di malati di asbesto, residenti ed ex residenti a Japigia che insieme a Madonnella e San Pasquale, a Bari,

 stati i quartieri più colpiti dalle polveri dell’ex Fibronit. La presidenza Vendola ha pensato a questo e ha stanziato 10mln di euro per effettuare la bonifica. Adesso bisogna solo “spendere” la somma a ragion veduta. Perché la gente continua ad aver paura!” 

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