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Merendine ipocaloriche ed ecosostenibili: la “ricetta” dell’Unifg

Ipocaloriche, prive di conservanti ed ecosostenibili. Sono le merendine “sfornate” dall’Università degli studi di Foggia, secondo l’esclusiva ricetta del team dei ricercatori della facoltà di Agraria, i “cervelli” del giovane ateneo dauno.

La facoltà di Agraria dell'Università di Foggia ha messo a punto una pellicola commestibile che potrà ridurre l'impatto ambientale del packaging

Dopo due anni di studi, analisi e ricerche condotte dalla professoressa Carla Severini con i dottori Teresa De Pilli, Antonio Derossi, Antonio Stasi e Maurizio Prosperi, l’equipe di ricerca ha messo a punto una innovativa glassa per merendine, muffin e prodotti dolciari in grado di bandire per sempre da questi prodotti – amati e consumati soprattutto dai più piccoli – etanolo, sorbati e derivati dell’anidride solforosa. E gli snack risultano più leggeri, digeribili e, soprattutto, più sani. A garantire tale “rivoluzione” nel goloso mondo di merendine&muffin sarà l’innovativo “film edibile” messo a punto dai ricercatori foggiani nell’ambito delle attività condotte nel Laboratorio di cereali e derivati e nel Laboratorio di formulazioni alimentari; una scoperta ispirata, ovviamente, ad un uso “etico” delle tecnologie alimentari, «cioè al servizio della salute del consumatore», puntualizza Carla Severini. «Troppo spesso, infatti, le conoscenze scientifico-tecnologiche in campo alimentare sono state utilizzate per scopi commerciali, vale a dire per rendere più appetibile un prodotto a scapito della sua sanità o di un corretto bilanciamento nutrizionale. Il risultato è l’allarme mondiale per l’obesità, anche infantile, che porta al rischio di gravi patologie».

La professoressa Carla Severini

Grazie a questa pellicola commestibile (il cui brevetto, da parte dell’Unifg, è in fase di deposito), le merendine così glassate avranno un interessante risvolto positivo anche sull’ambiente perché permette di ridurre al minimo il packaging dei singoli snack. «Il problema maggiore dal punto di vista dell’impatto sull’ambiente è quello dei secondi e terzi imballaggi», spiega la Severini. Nei prodotti da forno, infatti, spesso si riscontra la necessità di evitare la reidratazione del prodotto o, dove è necessario, di inserire una atmosfera protettiva – tipo azoto – all’interno della confezione. E gli imballaggi si moltiplicano. «I nostri prodotti, invece, possono essere confezionati, molto semplicemente, in un solo materiale che sia in grado di fare da barriera al vapore d’acqua: grazie alla ricopertura superficiale, infatti, il prodotto è protetto di per sé da migrazioni interne di umidità, che potrebbero portare al suo indurimento o alla formazione di condensa dentro la confezione, cosa che comprometterebbe la conservabilità del prodotto.

Secondo un sondaggio dell'Università di Foggia, oltre il 90% dei consumatori spenderebbe più del prezzo medio per una merendina "made in Unifg"

Inoltre non è necessaria l’atmosfera protettiva, ma è sufficiente quella ordinaria». Affinché questa scoperta possa realmente cambiare la “salute” dei consumatori e quella dell’ambiente, però, è necessario che il brevetto venga acquisito da un marchio dolciario che possa realizzare e immettere sul mercato le merendine pellicolate secondo l’esclusiva “ricetta Unifg”. «E’ quello che ci auguriamo – dice la Severini – . Purtroppo non è semplice convincere grandi e piccoli marchi che in una piccola Università come quella foggiana possano nascere idee nuove ed innovative«. Quel che è certo, però, è che chi andrà ad acquisire i diritti di sfruttamento del film edibile ne trarrà un sicuro vantaggio economico. «Nell’ambito della ricerca – conclude la docente – è stata effettuata anche un’analisi di mercato (grazie ai nostri colleghi economisti) da cui emerge che più del 90% dei consumatori sarebbe disposto a spendere qualcosa in più del prezzo medio per un prodotto con queste caratteristiche, soprattutto se destinato a bambini o adolescenti». E – cosa non meno importante – in grado di salvaguardare l’ambiente.

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