McDonald’s ricarica i clienti e le auto

Un McDonald's ad Antioch in California

Le multinazionali – si sa – fatturano miliardi l’anno e ne investono altrettanti in pubblicità e sponsorizzazioni. Non sono esenti da critiche, però e alcune di queste sono molto feroci. McDonald’s, per esempio, da anni un marchio alimentare (e non solo), che attira milioni e milioni di persone, specie i ragazzi e le famiglie: con tanto di proteste e petizioni da parte di ambientalisti, naturalisti e nutrizionisti.

McDonald’s nel male – I blog in rete sono scatenati sull’argomento  e – senza uscire troppo dal seminato che più ci riguarda – sottolineano come l’azienda sia “poco clemente” sull’ambiente e sugli animale da allevamento, tanto che alla fine «McDonald’s è stato costretto ad ammettere di usare bovini allevati su terre dove erano state disboscate foreste pluviali, compromettendo la loro rigenerazione», come riporta McSpotlight; gli stessi bovini – milioni di bovini – vengono, poi, tenuti in condizione molto criticabili, non all’aria aperta ma in luoghi stretti e di forte disagio, prima di essere – sempre riprendendo le parole del blog – «brutalmente uccisi». Senza contare l’inquinamento industriale e le numerosissime confezioni di plastica che si moltiplicano dentro e fuori dai cassonetti.

McDonald’s nel bene – Proprio per questi motivi, in mezzo alle tantissime urla di disapprovazione, fa un po’ di rumore una notizia che si potrebbe definire “in controtendenza” rispetto alle polemiche: l’installazione di colonnine di ricarica per le auto elettriche. L’operazione è attualmente tutta “made in USA”, perché dopo un primo impianto già posizionato presso un McDonald’s di Huntington, in West Virginia, ora stanno via via aggiungendone altri, in più di trenta ristoranti del Paese americano, l’ultimo dei quali in California.

Postazione di una colonnina Blink-DC

Green Car Reports descrive il sistema utilizzato per la realizzazione delle colonnine, il Blink DC e le sue eccellenti qualità: «permette di ricaricare in soli 30 minuti batterie fino all’80 per cento delle capacità» dell’autovettura. Un doppio successo per McDonald’s: per un verso, i tempi di ricarica sono più che soddisfacenti e l’azienda cerca di abbracciare – e col tempo fidelizzare – un target di clienti che, altrimenti, non ci andrebbero spontaneamente; per l’altro verso, sebbene non ci sia obbligo di consumo, quegli stessi trenta minuti di attesa invogliano la gente a fermarsi per un panino con gli amici o con la propria famiglia.

Profitto, guadagno e strategie di marketing; impegno e rispetto per l’ambiente: solitamente due concetti che non vanno troppo a braccetto, McDonald’s cerca – con successo, che si spera si amplifichi sempre più – di trovare il giusto compromesso.

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