Materie prime da sballo

Per realizzare la galleria degli specchi della reggia di Versailles venne creata appositamente la fabbrica Saint Gobain

Perchè alcuni fuochi d’artificio si chiamano “bengala”? Meglio allevare le mucche per il letame o per il latte? A che serviva l’urina durante la guerra civile americana? Finti denti cariati per compiacere Elisabetta I d’Inghilterra. Queste alcune delle curiosità legate alle materie prime. Che hanno molto altro ancora da raccontarci…

 

Alessandro Giraudo *

 

Concludiamo la storia delle materie prime raccontata attraverso i tanti aneddoti appetitosi, curiosi ma anche tragici. Tutti hanno costellato le vicende di questi prodotti che hanno partecipano e partecipano tutti i giorni alla nostra vita quotidiana.  Ma numerose materie prime hanno fatto e disfatto la storia di imperi, di città, di popolazioni e di civilizzazioni. Questa l’ultima breve lista di vicende che che non sempre conosciamo, rigorosamente …in ordine alfabetico.

Dalla Cina con le spie

Il SALE è il vero frigorifero di tutta l’umanità che funziona per almeno diecimila anni; è una delle principali soluzioni per conservare i cibi…ed anche per integrare l’alimentazione umana ed animale. Il sale partecipa in misura importante al successo di Venezia che ne controlla la produzione ed il commercio nell’Adriatico. Le saliere del Rinascimento (quella di Cellini per Francesco I di Francia) sono un simbolo di ricchezza e di potere…Nella guerra civile americana i Nordisti cercano di distruggere le capacità di produrre il sale dei paesi del Sud (conservazione e stoccaggio di carne e pesce e produzione di esplosivi e munizioni)…e la cavalleria del generale sudista  Robert Lee è penalizzata dalla mancanza del sale : i suoi cavalli soffrono di gonfiori della lingua (difficoltà di respirazione) e delle gambe (impossibilità di fare lunghi percorsi e di galoppare)…

Il SALNITRO è un prodotto essenziale per la produzione di polvere da sparo; diventa strategico con la diffusione delle armi da fuoco ed è raccolto, inizialmente, nelle chiese, nelle stalle e nei luoghi umidi. In seguito, sono create delle zone per la sua fabbricazione e poi il Bengala diventa il grande centro di produzione (da cui l’espressione: i fuochi del Bengala)

Il filosofo Seneca criticava le matrone romane che andavano matte per la seta trasparente con cui coprivano il loro corpo (foto Pixabay)

Per vari secoli i cinesi possiedono il monopolio della SETA che proteggono con la pena di morte per chi tenta di diffonderne il segreto di produzione! In Cina la seta è una moneta con cui è possibile pagare le tasse…A Roma un’oncia di seta costa  un’oncia d’oro e Seneca critica le matrone romane che vanno matte per la seta trasparente con cui “coprono” il loro corpo…Lo spionaggio riesce a carpire i segreti e l’occidente inizia progressivamente a produrre della seta con un grande sviluppo della produzione in Calabria e della tessitura a Como e a Lione, dove si installano numerosi ugonotti che sono cacciati durante le guerre di religione con un disastro economico per la città.

Ancora la Cina è il paese originario della SOIA e l’’imperatore Shennong  (2853 a.C.) identifica cinque piante sacre: soia, riso,  grano, orzo e miglio. E’ una pianta che resta confinata in Cina per lungo tempo e si diffonde nell’Asia del sud ed in Giappone solo verso il VII° secolo d.C.. Marco Polo non ne parla et bisogna attendere la fine del viaggio intorno al mondo del mercante italiano Francesco Carletti che descrive la pianta nel suo libro (I Ragionamenti) pubblicato nel 1601. Luigi XIV apprezza molto la salsa di soia importata in Europa dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali ed i gesuiti tentano di diffondere, senza successo, la coltura della pianta nel Vecchio Continente, mentre sono gli Inglesi dell’EIC che ne ottengono il monopolio dell’importazione.   Solo a partire dal 1712 la soia è coltivata in Europa ed è diffusa negli USA dopo una cinquantina di anni. Tutti gli eserciti si interessano in modo particolare alla soia per le sue grandi qualità alimentari e la Manciuria cinese, terra di produzione di questa pianta,  diventa una terra di conquista dei Russi e dei Giapponesi.

Gli inglesi rubano le piantine di the in Cina

Gli Inglesi organizzano un’enorme operazione di spionaggio: delle piantine di THE sono “rubate” in Cina per essere coltivate sulle pendici dell’Himalaia indiano sotto controllo inglese; l’India diventa così il secondo più grande produttore di the nel mondo.

Il TITANIO è un metallo che per molto tempo resta dimenticato nei cassetti degli scienziati. Solo durante la Seconda Guerra Mondiale sono scoperte le sue qualità: il suo peso è la metà di quello del ferro e la sua resistenza è invece doppia. Quindi l’aviazione lo impiega nella fabbricazione degli aerei e l’industria dei cuscinetti a sfera ne fa un largo uso per la produzione di cuscinetti speciali destinati agli aerei da caccia che sono sottoposti a sforzi particolari. La Wermacht lo utilizza anche per la produzione di bombe non offensive ma destinate a produrre del fumo, come le navi che per sfuggire al nemico devono “scomparire” nella nebbia artificiale. L’URSS invia quantità importanti di metallo negli USA per soddisfare la domanda dell’industria aeronautica militare.

Il TOPINANBUR è un prodotto alimentare di origine canadese; inizialmente, è coltivato per i suoi fiori gialli molto belli; poi diventa un prodotto alimentare nei momenti di guerra che rimpiazza il consumo di patate, spesso considerate un alimento strategico e quindi requisito.  Il nome deriva da una tribù brasiliana.

In Olanda la TORBA è utilizzata per concimare i terreni sabbiosi; però, la proto-industria olandese del XVII° secolo ha bisogno di molta energia – torba appunto – ed i prezzi salgono. I contadini iniziano ad allevare le mucche per ottenere del letame; il latte è un sottoprodotto delle mucche che è utilizzato per produrre del formaggio a lunga conservazione; questo diventa un prodotto alimentare molto apprezzato dalle marine militari e commerciali europee e diventa una moneta per pagare i pedaggi sui canali fiamminghi e tedeschi.

Il viaggio dell’uranio dal Congo a Hiroshima

I vetrai dell’Impero Romano utilizzano l’URANIO per rendere luccicanti e luminosi i loro calici ma non sanno che è un prodotto pericoloso, come le donne (soprattutto in Svizzera) che lavorano nella produzione di orologi radio-luminescenti e poi si ammalano. In pratica, tutto l’uranio utilizzato per la fabbricazione della prima bomba atomica di Hiroshima proviene dal Congo (allora Belga) ed è il frutto di rischiose operazioni di spionaggio contro i tedeschi, anch’essi alla ricerca di uranio. Più di 1500 tonnellate di materiale sono trasportate da navi e dagli aerei della PanAm verso New York e varie persone che partecipano a queste operazioni muoiono di cancro nel 1946-47….

Il latte è un sottoprodotto delle mucche, inizialmente allevate perchè producono letame con cui sostituire la torba per concimare i campi (fotob Pixabay)

L’URINA è un prodotto essenziale per la concia del cuoio e per fisare i colori nell’industria tessile.  A Roma l’urina è raccolta e venduta ai conciai ed ai tessitori; Vespasiano, che impone una tassa sull’urina, risponde alle critiche di suo figlio con la famosa frase: “il denaro non ha d’odore”. Durante la guerra civile americana, questo prodotto, usato per la fabbricazione di esplosivi, è depositato in vasi dalle donne sulle loro finestre e raccolto da uomini che fanno parte dell’esercito.

Un’enorme operazione di spionaggio si sviluppa intoro all’industria del VETRO (cristalli e specchi). Colbert vuole sviluppare quest’industria in Francia ed attira i maestri-vetrai da Murano con salari e condizioni di vita molto attraenti. Il ministro dell’economia di Luigi XIV promuove questa attività con una grande commessa (la galleria degli specchi della reggia di Versailles) affidata alla fabbrica di specchi, appena creata: la Saint-Gobain.

Lo ZOLFO è sempre stato un prodotto “bellico”. La Sicilia e la Calabria diventano delle regioni strategiche per i paesi belligeranti delle guerre barocche, in modo particolare del XVII secolo. La diffusione dell’artiglieria terrestre, e soprattutto navale, è accompagnata da una esplosione della domanda di polvere da sparo. Due mercanti francesi (Amato Taix ed Arsène Aygard) iniziano a negoziare con il re Ferdinando II un contratto per ottenere il monopolio degli acquisti e delle esportazioni dello zolfo siciliano (1° maggio 1836). Finalmente, il contratto è firmato ed entra in vigore il 9 luglio del 1838. L’impatto sulle esportazioni verso la Gran Bretagna è enorme ed il prezzo dello zolfo sale di quasi il 100%. Allora la diplomazia entra in gioco. Londra esercita la massima pressione per fare annullare il contratto che violerebbe un accordo del 1816. I due negozianti, con l’appoggio del primo ministro francese Adolphe Thiers, reclamano 660 mila sterline inglesi se il contratto è annullato. Il governo siciliano non cede alle pressioni britanniche, ma la British Navy comincia circondare l’isola ed a sequestrare le navi che sbarcano/imbarcano della merce dalla Sicilia. Finalmente il 21 luglio del 1840 il re Ferdinando annulla il contratto con i mercanti francesi che passa nelle mani dei negozianti inglesi; questi, inoltre, ricevono un’indennità dal Regno di Sicilia che versa anche ai mercanti francesi, dei compensi, ma per degli importi inferiori alle richieste.

Alessandro Giraudo
L’economista Alessandro Giraudo

Lo ZUCCHERO era chiamato il sale dolce di Alessandro perché è il condottiero che fa conoscere lo zucchero di canna agli Europei, ma inizialmente è un prodotto destinato alla farmacopea. Ed è Colombo che introduce nell’America la canna da zucchero che permette all’Europa di disporre di un prodotto edulcorante capace di rimpiazzare parzialmente il classico miele. La regina Elisabetta I è così golosa di zucchero che ha i denti cariati e tutte le donne della corte inglese dipingono sui loro denti delle macchie nere per non fare sfigurare la regina. La coltivazione della canna fa pensare alla tragica saga della schiavitù, mentre lo sviluppo della barbabietola ricorda le difficoltà dell’Europa continentale durane le guerre napoleoniche con il blocco delle importazioni risolto proprio dalla coltivazione della barbabietola che rappresenta attualmente un quarto della produzione mondiale di zucchero.

 

(4. Fine – La prima parte è consultabile a questo LINK  – La seconda parte è consultabile a questo LINK  – La terza parte è consultabile a questo LINK  )

(*) Alessandro Giraudo insegna “Geopolitica delle materie prime e gestione dei rischi”  in una Grande Ecole a Parigi. È l’autore di “Storie Straordinarie delle Materie Prime” (1 e 2) e di “Quando il ferro costava più dell’oro” (editi da Add, Torino)

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