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Mario Mariani, un pianoforte nel cuore del bosco

Mario Mariani si esibisce in grotta

È una cavità sulla sommità del Monte Nerone, ai confini tra l’Umbria e le Marche. È la Grotta dei Prosciutti , così definita per la forma delle stalattiti mammellonarie, il cui colore rossiccio ricorda appunto la parte dell’animale di cui, per sua sfortuna, non si butta via niente. Qui , per un mese intero l’anno scorso il musicista e compositore Mario Mariani ha vissuto una singolare esperienza artistica, vivendo al suo interno per un mese, portando con sè viveri, una tenda e un pianoforte a coda. «Ogni giorno offrivo la mia musica come un dono a chiunque fosse venuto a trovarmi – dice – ; e sono stati un migliaio di persone circa. Individuare luoghi “alternativi” è oggi una necessità, laddove i luoghi canonici come teatri, festival sono in grande difficoltà, e comunque difficilmente potrebbero proporre un’offerta artistica lontana dai soliti clichés. Ho dimostrato l’anno scorso, nella Grotta dei Prosciutti, che ciò non solo è possibile, ma anche auspicabile». 

In quell’occasione Mariani (sue, tra le varie cose, molte colonne sonore dei lungometraggi di Vittorio Moroni) ha sperimentato un contatto diretto con la natura e accorgimenti quali i pannelli fotovoltaici per inserirsi “in punta di piedi” in quel contesto ambientale. Un rapporto con l’ambiente, come professionista, ma anche come cittadino, decisamente interessante. «Noi viviamo nell’ecosistema terrestre, noi siamo la natura, dovremmo ricordarcelo più spesso. Ogni cosa che facciamo all’ambiente lo facciamo a noi stessi, nel bene e nel male. Finché l’interesse economico prevarrà sulla vita andrà sempre peggio», dice. E continua: «Mi viene in mente il famoso detto indiano “Quando avrete inquinato l’ultimo fiume, catturato l’ultimo pesce, tagliato l’ultimo albero, capirete, solo allora, che non potrete mangiare il vostro denaro”. Ho scelto da tempo di vivere per la maggior parte del mio tempo sul Monte Nerone, in un piccolo borgo dove vivono circa una decina di persone. Aria pura, acqua buonissima, una dimensione di reciproco aiuto che ricorda la civiltà rurale, risvegliando un senso direi ancestrale». 

Mario Mariani sul Monte Nerone (foto Luigi Angelucci)

E adesso invece una nuova esperienza. Dal 31 luglio fino al 4 settembre Mariani sarà artista in residence al “Teatro libero del Monte Nerone”. C’è un bellissimo bosco, in una località che si chiama Fosto, tra i Comuni di Cagli e Piobbico, dalla quale si abbraccia con lo sguardo tutto il massiccio del Monte Nerone. Lì il musicista ha costruito il palcoscenico su cui è posto un piano mezza coda, una struttura ecocompatibile in cui si svolgeranno concerti, performance, workshop, sedute di meditazione collettiva e incontri di sensibilizzazione alla natura.

Ma non finisce qui. «La gente ha davvero una gran voglia di fruire della musica in maniera non mercificata e ciò può avvenire solo rimuovendo quelli che chiamo “intermediari ostacolanti” – dice -. Faccio spesso un paragone tra la mia musica e un cibo biologico a km0, prodotto e consumato sul luogo. Questo avviene nei miei concerti: quella che mi piace chiamare “composizione in tempo reale”, intesa come il naturale sviluppo dell’idea, della scintilla creativa o “ispirazione”. E il pubblico dovrebbe porsi all’ascolto senza aspettative intellettuali, come se fruisse dello spettacolo che la natura quotidianamente offre, sempre diverso. Questo è il mio intento ogni volta che mi siedo al piano».

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