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“Marina del Gargano”, l’eco-porto turistico di Manfredonia

Sarà uno dei porti turistici più importanti della dorsale Adriatica, in grado di ospitare nel Golfo sipontino fino a settecentoquarantasette imbarcazioni, siano esse a vela o a motore, lunghe 8 o 60 metri. Stiamo parlando del porto “Marina del Gargano” che si candida a diventare la più importante “finestra sul mare” della città di Manfredonia. Un’opera di alta ingegneria portuale che, così come è messo nero su bianco nel progetto, «è impegnata, sin dal suo nascere, in una scrupolosa pianificazione delle attività volta al pieno rispetto di ogni componente ambientale: dai flussi di traffico all’inquinamento delle acque, dal corretto smaltimento dei rifiuti alle fonti di energia rinnovabile. L’obiettivo è la realizzazione di un porto turistico pienamente eco-compatibile, etico, moderno, efficiente e ben integrato nel territorio circostante». Nel Golfo di Manfredonia i lavori procedono sollecitamente, in attesa del taglio del nastro dell’imponente infrastruttura (si estende su oltre 28 ettari di terreno e abbraccia uno specchio marino di 20 ettari) che è previsto nel 2013.

Veduta aerea del cantiere del porto turistico di Manfredonia (FG)

Per la sua realizzazione è stato investito un ingente capitale: circa 60 milioni di euro, di cui una parte proveniente da fondi pubblici, il resto da una cordata di imprenditori convinti che, con la realizzazione della “Marina”, sia possibile capitalizzare in loco un ingente flusso di turisti ed offrire loro un approdo in condizioni di eccezionale sicurezza meteomarina, dotato di tutti i servizi e confort necessari, in una posizione geograficamente comoda e aperta a più soluzioni. Insomma, la tanto attesa rampa di lancio per il turismo locale e l’economia (non solo) sipontina. “Marina del Gargano” si propone come un “porto aperto”, parte integrante del lungomare cittadino con un “polmone verde” di un ettaro circa, dotato di parco giochi ed uno spazio accessibile a tutti, per passeggiare o fare jogging. A pieno regime, il porto turistico dovrebbe impiegare 40 unità lavorative, di cui 31 fisse e 9 stagionali.

La zona-cantiere è costantemente monitorata grazie alla presenza di centraline di qualità dell’aria e dell’acqua. Il porto sarà dotato di un sistema di raccolta e smaltimento delle acque nere sia per tutte le attività e servizi a terra, con convogliamento alla rete cittadina del gestore locale, sia per le imbarcazioni da diporto con un sistema di aspirazione e pompaggio da punti predefiniti. L’intera area sarà implementata da un impianto fotovoltaico di ultima generazione dalla potenza di circa 400 Kwp costituito da guaine poste sull’estradosso orizzontale delle coperture degli edifici; verranno utilizzati moduli fotovoltaici (prodotti dalla United Solar Ovonic) al silicio amorfo tripla giunzione, di design e caratterizzati da un alto grado di assorbimento della radiazione solare. Nell’ambito della progettazione, particolare attenzione è stata mostrata nella scelta dei materiali impiegati: quello utilizzato per l’ossatura portante (piano di posa all’extradosso, nucleo centrale ed mantello), ad esempio, è in pietra naturale proveniente dalle cave di Apricena, senza alcun impiego di tetrapodi artificiali in calcestruzzo; una scelta che ricade positivamente sia sull’impatto visivo che su quello ambientale.

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