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Mare, un patrimonio da rispettare

Matteo Dusconi: «Siamo vicini alle organizzazioni ambientaliste perchè difendiamo la natura ed il mare»

La nautica trova nel mare l’elemento naturale che deve essere preservato. E’ il concetto fondamentale espresso dal segretario generale di Assonautica italiana, Matteo Dusconi, nell’illustrare il rapporto tra nautica da diporto ed ambiente. Nativo di Taranto, la città dei due mari, e figlio di ufficiale di marina, ama e vive il mare sin da bambino e lo ha sempre visto come un suo tipico ambiente. In cinquant’anni, però, il “suo” mare ha subìto l’inquinamento, soprattutto dell’industria, ma anche di coloro che gettano i rifiuti. Da amante del mare di “lungo corso”, ora è stato chiamato a rappresentare l’associazione che raggruppa i diportisti nautici.

Quali sono i punti salienti dell’attività di Assonautica?

«La nuova mission si sta orientando essenzialmente verso l’internazionalizzazione, l’innovazione tecnologica e il turismo nautico. Abbiamo una grande attenzione anche per l’ambiente, con cui si pensa che la nautica da diporto non vada molto d’accordo. Non è così, perché il settore è fatto da motoristi e tanti velisti che insegnano a rispettare il mare non inquinandolo con i rifiuti. Questa risorsa, che  rappresenta i due terzi del globo terrestre, è l’elemento naturale della nautica. Se la nautica svolge questo tipo di attività di sensibilizzazione, l’ambiente potrà sperare in un grande futuro».

Il segretario generale di Assonautica italiana, Matteo Dusconi

Ci sono alcune questioni sul tavolo,  come l’inquinamento…

«L’inquinamento del mare dipende dalla nostra capacità di fare economia e non è causato dal nostro settore. I velisti, per esempio, nella maggior parte dei casi non consumano carburante. Abbiamo i registri dei rifiuti a bordo ed un’organizzazione che ha imposto direttive in materia ambientale. Siamo, comunque, vicini alle organizzazioni ambientaliste perchè difendiamo la natura ed il mare».

Quali sono le problematiche che sta vivendo la nautica?

«In Italia si assistendo ad un momento in cui la produzione dei cantieri navali è un po’ ferma mentre sta crescendo all’estero dove ci sono meno tasse e controlli».

C’è attenzione nella scelta dei materiali meno inquinanti per la costruzione di un’imbarcazione?

«Se dotiamo i porti turistici di strumenti e li rendiamo più accoglienti e puliti, possiamo avere una leva attrattiva migliore per il turismo».

«Le imbarcazioni sono di norma realizzate con la plastica o il legno. Un discorso a parte meritano la nautica da diporto, che però rappresenta un piccolo parco motoristico, e l’utilizzo di materiali più o meno inquinanti. Una barca può essere perfettamente ecologica ed ecosostenibile ma sono gli occupanti che possono inquinare. La sostenibilità di un’imbarcazione dipende dalla sua propulsione. Se l’idrogeno, per esempio, alimenterà i motori nautici, si potranno ottenere propulsioni migliori. Anche negli yacht si sta adottando una politica ecosostenibile».

L’Assonautica italiana promuove anche il turismo nautico. Come si può sviluppare questo segmento?

«La Puglia con i suoi 800 chilometri di costa è un grande contenitore di turismo: dobbiamo salvaguardare questo patrimonio. I porti possono diventare le porte sull’entroterra. Se li dotiamo di strumenti e rendiamo più accoglienti e puliti, possiamo avere una leva attrattiva migliore».

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