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Mare italiano assediato dalle trivelle

Arriva da Legambiente l’allarme trivelle per Sicilia, Puglia e Abruzzo. Secondo l’associazione ambientalista sono 117 le nuove trivelle che minacciano il mare italiano, con 21 nuovi permessi di ricerca per un totale di 41.200 km quadrati interessati dalla questione. In particolare 12 permessi riguardano il canale di Sicilia, 7 l’Adriatico settentrionale, 3 il mare tra Marche e Abruzzo, 2 la Puglia e uno la Sardegna. Se ai permessi rilasciati si sommano anche le aree per cui sono state avanzate richieste per attività di ricerca petrolifera, secondo le stime di Legambiente, l’area coinvolta diventa di 30mila chilometri quadrati, una superficie più grande della Sicilia. Ad oggi sono 39 le aree di mare oggetto di richiesta di ricerca: 21 nel canale di Sicilia, 8 tra Marche, Abruzzo e Molise, 7 sulla costa adriatica della Puglia, 2 nel golfo di Taranto, e una nell’Adriatico settentrionale. «Siamo di fronte ad un vero e proprio assedio del Mare Nostrum da parte delle compagnie straniere, che hanno presentato il 90% delle istanze di ricerca nel mare del nostro Paese, considerato il nuovo Eldorado, grazie alle condizioni molto vantaggiose per cercare ed estrarre idrocarburi», dichiara Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente.

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