Mare e plastica, partono due progetti

Lo “Spazzamare”, organizzato dalle Capitanerie di Porto in tutta Italia, e “Da un mare di plastica a un mare di risorse”, organizzato dal Consorzio NET e dal Corepla in Calabria

Il mare e la plastica, un connubio letale, perché la plastica, oltre ad inquinare il mare, è entrata anche nella catena alimentare dell’ecosistema marino provocando danni incalcolabili.

Foto di joelsaucedosaucedo da Pixabay

Da tempo si discute di ridurre la plastica in mare. Tanti i progetti, dal The Ocean Cleanup, un sistema galleggiante alla deriva lungo circa 2 chilometri che sfrutta le correnti marine per raccogliere la plastica, al seabin, un secchio che raccoglie i rifiuti nei porti; c’è persino un batterio, l’Ideonella sakaiensis, scoperto in Giappone, che digerisce il PET, e un enzima, contenuto nel batterio e modificato per errore in laboratorio, che digerisce la plastica. Sempre recentemente, sono stati scoperti una tarma della cera, la Galleria mellonella, che mangia il polietilene, e un fungo, l’Aspergillus tubingensis, scoperto un Pakistan, in grado di degradare il poliuretano poliestere.

A queste importanti scoperte va anche aggiunto il blocco europeo alla produzione di oggetti usa e getta che, di fatto, impedisce la produzione di plastica in tutta l’UE e permette alle aziende produttrici di convertire gli impianti in produzioni green e riciclabili. Questa legge è stata accettata dalla comunità internazionale e adottata da tanti Paesi extraeuropei.

Un notevole passo avanti, che però va sostenuto da tutti. Anche perché c’è tanta plastica che galleggia nei mari e negli oceani di tutto il mondo, che soffoca gli ecosistemi e inquina la catena alimentare. In alcune zone, le correnti marine e oceaniche hanno formato immense isole di plastica, grandi quasi quanto alcuni stati.

Per questi motivi, è importante l’impegno di tutti nel ridurre il consumo di plastica e gettarla negli appositi contenitori per la differenziata.

Il progetto Spazzamare

In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, le Capitanerie di Porto italiane parteciperanno al progetto europeo Clean Sea LIFE che prevede la raccolta di rifiuti dai fondali. Ecco i siti dove opereranno i subacquei:

  • Liguria (Camogli: V Nucleo Sub Guardia Costiera; Loano: Marina Diving),
  • Toscana (Isola del Giglio: International Diving; Porto Ercole: Argentario Divers)
  • Lazio (Civitavecchia: Gruppo Nasim; Ostia: Blue Marlin Diving Center, Ventotene: Diving World Ventotene, Ponza: Ponza Diving Center)
  • Campania (Torre Annunziata: II Nucleo Sub Guardia Costiera; Torre del Greco: Centro Subacqueo Torre del Greco; Baia: Centro Sub Campi Flegrei, Subaia; Castellammare di Stabia: Bikini Diving; Marina di Camerota: Diving Continente Blu)
  • Calabria (Palmi: Lega Navale sez. Palmi; Scilla – Scilla Diving Center)
  • Puglia (Egnazia: ASD L’Anfora; Tricase: FIAS Lecce, DWD Diving e Associazione Magna Grecia Mare)
  • Marche (Giulianova: I Nucleo Sub Guardia Costiera; San Benedetto del Tronto: Mamasa Cub e Profondo Blu; Pesaro: Sub Tridente)
  • Emilia Romagna (Rimini: Sub Rimini Gian Neri)
  • Veneto (Chioggia: Isamar Diving Center)
  • Friuli Venezia Giulia (Trieste: Mare Nord Est)
  • Sicilia (Riposto: III Nucleo Sub Guardia Costiera; Porticello: Blue Shark Diving Center; Sferracavallo: Marenostrum Diving Center; Messina: Oloturia Sub; Catania: Mister Jump)
  • Sardegna (Sant’Antioco: IV Nucleo Sub Guardia Costiera; Isola dell’Asinara: Diving Cala d’Oliva, Sea Project Castel Sardo, Stintino Diving Club, Rocca Ruja Diving Center, i 7 mari; Golfo Aranci: Alphadiving; Porto San Paolo: Mare Azzurro e Tavolara Diving Center; Santa Teresa di Gallura: Blu Diving; Porto Rotondo: Centro Sub Portorotondo).

Il progetto europeo Clean Sea LIFE, iniziato nel 2016 e terminerà nel 2020, coinvolge subacquei, diportisti, pescatori, circoli nautici, operatori turistici e balneari, studenti e cittadini, che in questo periodo hanno raccolto 75 tonnellate di rifiuti.

“Da un mare di plastica a un mare di risorse”

Foto di Sergei Tokmakov, Esq. da Pixabay

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, Il Consorzio N.E.T., Polo d’Innovazione “Ambiente e Rischi Naturali” della Regione Calabria, in collaborazione con COREPLA, il Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha lanciato la campagna di sensibilizzazione “Da un mare di plastica a un mare di risorse”.

Il progetto parte da Crotone e interesserà tutta la Calabria. Si parlerà della plastica e di tutte le sue forme, il riciclo e il potere inquinante, e il suo rapporto con il mare. La campagna coinvolgerà tutti i fruitori del mare, in particolar modo i ragazzi. Sensibilizzazione e informazione sono le parole d’ordine del progetto, che mirano ad educare ad un approccio ecologico e sostenibile della plastica, puntando sulla raccolta differenziata e sulla riduzione dei rifiuti plastici. Le attività saranno promosse nei locali, con locandine e sui social.

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