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Nasce la prima mappa della sostenibilità in Italia

Una mappa della sostenibilità: è questo il nuovo progetto targato CSRnatives, per localizzare con precisione le aziende italiane che seguono percorsi sostenibili.

Secondo lo studio “Seize the change“, curato da DNV GL e EY e pubblicato a marzo 2017, circa il 40% delle aziende italiane sono impegnate in percorsi di sostenibilità. Tuttavia, manca a oggi una mappatura completa di queste aziende, che spieghi con precisione quali sono e dove sono localizzate. La Mappa della sostenibilità, progetto lanciato lo scorso 7 febbraio dal network CSRnatives e coordinata da Koinètica, si propone di colmare questa lacuna.

20 strumenti per valutare la sostenibilità delle imprese

Il primo passo per la realizzazione di questa mappa è l’identificazione degli strumenti attraverso cui le società possono dimostrare il loro impegno. Sono state così identificate tre macro-aree di valutazione: nello specifico, l’area etica di business e governance, l’area ambientale, e l’area delle persone. Per ciascuna di tali aree, sono stati individuati degli strumenti – venti in totale.

Per quanto riguarda la prima area, quella etica, si valuterà la presenza di un codice etico, di una carta dei valori, e di un codice di condotta. Si guarderà inoltre l’esistenza della funzione CSR/sostenibilità e di un comitato di sostenibilità; ancora, sarà presa in considerazione la presenza di report integrati e di una sezione sul sisto aziendale dedicata esplicitamente alla sostenibilità. Per l’area ambientale, si valuterà invece la presenza di varie policy e certificazioni (policy ambientale e report, certificazioni ISO 14001 e ISO 9001, carbon assessment, Ecolabel, EMAS). Infine, per l’area delle persone, strumenti di valutazione saranno la presenza della certificazione SA 8000, di policy di diversità, di un bilancio sociale e di forme di welfare aziendale.

Le tappe di realizzazione della Mappa della sostenibilità

mappa della sostenibilità csrnativesLe aziende saranno prese in esame le imprese regione per regione, attraverso un’analisi desk degli strumenti e, se possibile, con un’intervista a un referente aziendale. Per essere incluse nella Mappa sarà essenziale disporre di almeno sei di questi strumenti (per la precisione, di almeno due strumenti per ogni macro-area). Le aziende che pensano di rispettare questi requisiti potranno inoltre presentare la loro candidatura autonomamente sul sito del progetto.

La fase di analisi si concluderà a fine settembre 2018. Vedrà così la luce la prima Mappa della sostenibilità: una rappresentazione visiva della presenza di imprese sostenibili nelle diverse regioni italiane, che consentirà di riconoscere a colpo d’occhio le aree in cui sono più concentrate e le zone dove è necessario intervenire maggiormente per sviluppare la cultura della sostenibilità. Da qui, sarà semplice riconoscere quali sono le regioni più attive e quali invece necessitano di interventi. Per questo, spiega Rossella Sobrero, si potrebbe pensare anche di presentare la mappa a qualche istituzione, in modo da usarla come strumento per l’ideazione di nuove policy e strategie d’intervento.

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La Mappa della sostenibilità verrà presentata dai CSRnatives il 2 ottobre 2018 a Milano, nella prima giornata de Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale che si terrà all’Università Bocconi.

Una fotografia delle imprese responsabili

Spiega ancora Rossella Sobrero: «la Mappa della sostenibilità vuole essere la prima fotografia delle imprese responsabili nel nostro Paese, realizzata sulla base di elementi oggettivamente rilevabili. Nella Mappa i CSRnatives inseriranno le imprese capaci di coniugare il business con l’attenzione all’ambiente e al sociale, creare valore condiviso, coinvolgere gli stakeholder, collaborare al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU».

«La Mappa della sostenibilità, oltre ad essere un progetto premiante per le imprese impegnate in percorsi di CSR, credo sia un’opportunità per promuovere la sostenibilità come fattore centrale nelle strategie delle organizzazioni», commenta invece Vincenzo Baccari, tra le voci di dei CSRnatives. Gli fa eco la collega Concetta Cardamone: «la mappa sarà uno strumento utile per dare tangibilità a concetti come responsabilità sociale, sostenibilità ambientale e circular economy, e una guida per stimolare anche altre realtà imprenditoriali ad intraprendere lo stesso viaggio”.

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