Input your search keywords and press Enter.

Manfredonia, sgombero “Riservetta”: il progetto LIFE può proseguire

Partono oggi le operazioni per ripristinare le aree umide alla foce del Candelaro  e avviare la fase più importante del progetto LIFE “Zone umide sipontine”. Questo è stato possibile dopo che lo scorso 29 gennaio è stata eseguita l’ordinanza di sgombero a Manfredonia della cosiddetta “Riservetta”.

Le operazioni sono state condotte dal Consorzio per la Bonifica della Capitanata, che ha emesso l’ordinanza, Polizia, Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Guardia di Finanza e Polizia municipale, e la collaborazione degli stessi  occupatori abusivi, che negli anni non solo avevano costruito edifici e manufatti di vario genere (tra cui uno messo in piedi solo poche ore prima dell’esecuzione dell’ordinanza), ma anche piantato ortaggi e ulivi.

Un momento dello sgombero della Riservetta, dove sorge una delle più importanti zone umide della Capitanata

Un momento dello sgombero della Riservetta, dove sorge una delle più importanti zone umide della Capitanata

L’area della Riservetta si trova immediatamente a sud del canale di scolo dell’idrovora di Siponto ed è delimitata dalla strada provinciale 141 e dalla foce del torrente Candelaro. In passato l’area veniva utilizzata come valle da pesca, con una serie di bacini collegati da canali, poi in parte interrati dagli occupatori abusivi, pregiudicando di fatto la funzionalità ecologica dell’area. Insieme all’adiacente riserva di Frattarolo e alla vicina Oasi Lago Salso, la “Riservetta” è uno degli ultimi lembi delle paludi sipontine che, prima delle bonifiche del secolo scorso, occupavano tutta la zona costiera del Golfo di Manfredonia. Le aree residue dell’originaria palude mantengono un’indispensabile funzione di equilibrio idrogeologico ed ecologico al servizio delle aree bonificate. Senza di esse anche le aree a coltura o urbanizzate rischierebbero di essere nuovamente allagate o impaludate.

Sono tanti i servizi ecosistemici forniti alla collettività dalle zone umide: pensiamo alla loro grande capacità autodepurativa dagli inquinanti presenti nelle acque, alla riproduzione del pesce, al reintegro delle acque sotterranee e alla protezione dall’erosione e dalle inondazioni.  È evidente che una loro riduzione comporta inevitabilmente una riduzione delle risorse su cui si basa l’economia e il benessere umano: per questo la perdita delle zone umide (uno degli ambienti in assoluto più minacciati) a causa delle attività umane costituisce una grande perdita per tutta la collettività; in particolare in un sito come la Riservetta, localizzato presso la foce di uno dei corsi idrici più inquinati della Puglia, dove la presenza di zone umide rappresenta un determinante effetto mitigatore dell’inquinamento e degli eventi idrologici (alluvioni, esondazioni) che possono rappresentare un grave pericolo per l’uomo.

L’intervento previsto con il progetto LIFE consiste nel ripristino della laguna interrata attraverso la riapertura dei canali, lo scavo delle valli e l’apposizione di organi di regolazione dell’afflusso e deflusso delle acque. Successivamente verrà effettuata la piantumazione di materiale vegetale tipico delle zone umide. La sfida più immediata sarà quella di individuare un modello di gestione dell’area che coinvolga, in maniera legale e compatibile con la tutela del sito, anche i privati.

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *