Mandorli resilienti alla Xylella tra gli ulivi malati in Puglia

Per Coldiretti: “necessaria subito deroga per specie resistenti al batterio da ripiantare subito, per il bene del settore, dell’ambiente e della regione”

Nelle aree infettate dalla Xylella nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto, dove ci sono ancora migliaia di ulivi secchi da eradicare, si stagliano rigogliosi i mandorli, resilienti e resistenti al batterio. Per questa ragione Coldiretti Puglia chiede una stretta sulla deroga UE, sollecitando una decisione dell’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia alla luce delle evidenze scientifiche già documentate.

«È indispensabile liberalizzare i reimpianti con l’adeguata diversificazione colturale per una ricostruzione efficace dal punto di vista economico e paesaggistico. L’Osservatorio Fitosanitario regionale ha la facoltà – insiste il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia – di derogare al divieto di impianto delle piante ospiti della Xylella Fastidiosa nell’area dichiarata infetta. La ricerca ha dimostrato che altre varietà hanno caratteri di resistenza non dissimili da quelle delle varietà di olivo resistenti».

Secondo il Regolamento Comunitario del 14 agosto scorso, lo Stato membro può autorizzare l’impianto in zona infetta se le piante specificate appartengono a varietà che si sono dimostrate resistenti o tolleranti all’organismo nocivo, ad eccezione dell’area di contenimento, e ciò vale per mandorlo e ciliegio, mentre è possibile l’impianto se le piante specificate si siano dimostrate immuni all’organismo nocivo, in base ad attività di ricerca svolte almeno negli ultimi due anni e piantate nelle zone infette in cui si opera l’eradicazione, e ciò riguarda agrumi, il pesco, l’albicocco, il susino.

Le indagini diagnostiche sulle piante delle varietà di ciliegio dolce e mandorlo selezionate per esempio, a seguito dell’esposizione sia all’inoculo artificiale sia ad adulti di sputacchina con elevata incidenza di infezioni di Xylella fastidiosa, hanno dimostrato che la presenza del batterio risulta in media inferiore all’11% su mandorli e ciliegi. Questo dato confrontato con quanto ottenuto nelle tesi con piante di olivo, con la media di piante infette del 74,43%, indica una percentuale significativamente più bassa di infezione di mandorlo e ciliegio.

Il mandorlo è da tempo considerato resistente e tollerante in una misura almeno uguale, se non superiore, alle varietà di olivo resistenti, per le quali è autorizzato l’impianto, secondo gli studi del CNR di Bari, mentre gli agrumi, il pesco, l’albicocco ed il susino sono risultate immuni alla Xyllella fastidiosa sottospecie pauca da prove scientifiche del CNR di Bari, già ampiamente validate nel 2016 e quindi anche prima dei due anni richiesti dal regolamento.

«È determinante aprire all’impianto anche di altre specie arboree per poter utilizzare al meglio i 25 milioni di euro messi a disposizione verso altre colture dal Piano anti Xylella dei 300 milioni di euro e dare una iniezione di risorse alla ricerca con i 20 milioni di euro da destinare agli studi scientifici e alla sperimentazione per ricostruire al meglio il patrimonio produttivo e paesaggistico del 40% della regione colpita dalla Xylella – insiste Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Lecce – Abbiamo chiesto, tra l’altro, su chiara indicazione degli agricoltori della provincia di Lecce di inserire nell’elenco delle colture arboree da frutto, oltre ad agrumi e prunus, anche avocado, mango, papaia, more, mirtilli e lamponi, oltre alle specie boschive, anche da reddito, al fine di prevedere degli interventi di carattere forestale, paesaggistico-ambientale, per le aree più marginali che già in passato erano associate a bosco o macchia mediterranea».

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