Maltempo e consumo del suolo: maglia nera alla Puglia

Coldiretti: “la legge sul consumo del suolo è ancora ferma in Parlamento da quasi un decennio”

 

Che tipo di relazione c’è tra il maltempo e il consumo del suolo? Niente… niente di più falso. Ormai è un dato di fatto: l’Italia consuma suolo con grande velocità rispetto agli altri Paesi dell’area UE. Tra le regioni italiane la Puglia è in vetta, poiché mangia suolo più rapidamente persino della Lombardia.

Un problema gravissimo che si ripropone in ogni momento, ma soprattutto quando arriva il maltempo.

Le bombe d’acqua a Bari e a Nardò e le grandinate a Racale e a Salve, dimostrano come su un territorio duramente provato dalla siccità, dove sta terminando la vendemmia e a breve inizierà la raccolta delle olive, il dissesto idrogeologico e il consumo del suolo influiscono negativamente sulle piogge che provano ingenti danni alle città e alle coltivazioni.

Foto di Jody Davis da Pixabay

“La pioggia – precisa la Coldiretti Puglia – è attesa per combattere la siccità nelle campagne ma per essere di sollievo deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente e bombe d’acqua provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti.”.

“Il rischio idrogeologico riguarda contesti prevalentemente agricoli o naturali per il 67% perché in Puglia la terra frana e si consuma anche a causa dell’abbandono delle aree rurali per fattori diversi – insiste Coldiretti Puglia – a cui si aggiungono fenomeni meteorologici sempre più intensi, concentrati in poche ore e su aree circoscritte, con alluvioni e danni anche in aree non eccessivamente antropizzate. La salvaguardia del suolo, dell’ambiente e delle produzioni agricole e agroalimentari è fondamentale per garantire un avvenire alle future generazioni. Però lo scenario è aggravato dal dato negativo del consumo del suolo in Puglia, dove – denuncia Coldiretti Puglia – sono stati ‘mangiati’ in 15 anni in Puglia 157.718 ettari di suolo, uno dei dati più negativi d’Italia, a causa dell’abbandono, della cementificazione e dei nuovi impianti fotovoltaici installati a terra che hanno assorbito il 37%  del suolo consumato in Puglia in un anno tra il 2019 e il 2020. Per affrontare i danni dei cambiamenti climatici – precisa Coldiretti Puglia – servono interventi strutturali e strumenti di gestione del rischio sempre più avanzati, efficaci e con meno burocrazia. In tale ottica un intervento strategico è la realizzazione di infrastrutture a partire dai bacini di accumulo, a impatto zero proposti dalla Coldiretti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) con la necessità di accelerare l’approvazione della legge sul consumo di suolo, ancora ferma in Parlamento da quasi un decennio, che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio.”.

Articoli correlati