Input your search keywords and press Enter.

M9: a New Museum for a New City

Sarà la coppia formata dall’architetto tedesco Matthias Sauerbruch e dall’inglese Louisa Hutton a firmare il nuovo polo culturale e museale di Mestre. Lo studio Sauerbruch-Hutton è, infatti, il vincitore del concorso internazionale di architettura indetto dalla Fondazione di Venezia per la progettazione di M9, il museo del ’900 che verrà inaugurato a poca distanza da piazza Ferretto nel 2014 e che costerà circa 100 milioni di euro.

Il progetto vincitore

Il nuovo complesso – frutto di un maxi-intervento di rigenerazione urbana che prevede il recupero dell’ex caserma Matter e dell’ex complesso conventuale delle Grazie – sarà dedicato alle grandi trasformazioni demografiche, sociali, economiche, urbanistiche e ambientali che hanno caratterizzato Mestre e la terraferma veneziana durante il secolo scorso: una lunga storia segnata da continui flussi di immigrazione ed emigrazione, dallo sviluppo del polo industriale di Marghera, dalla nascita di un’area ad altissima densità imprenditoriale e da molto altro ancora.

l'ex caserma Matter

Per documentare la complessità di questi processi, per i quali è spesso necessario affidarsi alle fonti più variegate – dalla carta stampata ai fondi radiofonici, dalla fotografia ai telegiornali, dal materiale pubblicitario alla storia orale – il polo museale di Mestre ospiterà anche una mediateca-archivio dedicata al XX secolo, installazioni sonore e olfattive, servizi didattici e formativi ed un auditorium polifunzionale, occupando un’area complessiva di circa 9000 mq.

la pianta dell'M9

Non si tratterà, dunque, di un semplice spazio espositivo, ma di un vero e proprio centro culturale, destinato ad accogliere anche funzioni urbane: «Un nuovo polo culturale e commerciale – spiegano dalla Fondazione di Venezia – simbolo del rilancio architettonico e urbanistico di un territorio, un nuovo museo motore e catalizzatore delle proposte e dei fermenti culturali della terraferma, un luogo di apprendimento sì, ma anche una piazza in cui confrontare le idee e gli stimoli ricevuti da esposizioni interattive, allestimenti multisensoriali, conferenze e convegni».

Il bando di concorso – stilato da una commissione tecnica coordinata dallo storico dell’architettura Francesco Dal Co – ha, pertanto, richiesto un confronto serrato tra nuovo e antico, al fine di recuperare l’esistente, inserendovi chirurgicamente episodi architettonici ex novo.

Sauerbruch e Hutton hanno risposto a tutte queste esigenze annettendo un nuovo edificio all’area restaurata dell’ex caserma Matter e tagliando in due parti l’intero complesso, in modo da ricavare uno spazio pubblico diagonale ed una piccola piazza che mettono in comunicazione la città con il nuovo isolato del museo. A rendere unico il loro progetto è, però, soprattutto il trattamento delle facciate, che saranno rivestite da una texture di tasselli in ceramica policroma, seguendo una linea di ricerca sul colore divenuta ormai un marchio di fabbrica per la coppia di architetti.

Non a caso, la loro proposta è stata preferita ai progetti più “filologici” dell’archistar inglese David Chipperfield e del portoghese Souto Moura, ai più innovativi disegni degli spagnoli Luois Mansilla ed Emilio Tuñon e del francese Pierre-Louis Faloci e alle scelte di vetro dell’unico italiano in gara: Massimo Carmassi.

 
 

L'area da riqualificare dove sorgerà "M9"

I sei progetti che hanno partecipato al concorso saranno esibiti alla cittadinanza e al pubblico nell’ambito della mostra A New Museum for a New City, allestita in concomitanza con la 12ª Biennale di Architettura, di cui la presentazione di M9 rappresenta un evento collaterale.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *