L’università per il “green manager” di domani

Università di Ferrara, interno

Ci sono realtà che in fatto di educazione ambientale si stanno distinguendo in modo particolarmente notevole; una di queste non può non essere l’Emilia Romagna. Ambient&Ambienti ha più volte raccontato di storie molto virtuose che arrivano direttamente da comuni più o meno grandi della regione del Centro-Nord Italia e ora un’altra va ad aggiungersi: si tratta dell’Università degli Studi di Ferrara. 

Una laurea… sostenibile – L’istituzione del capoluogo emiliano ha varato per l’anno accademico 2015-2016 un corso di Laurea Magistrale in Green Economy and Sustainability, che sarà tenuto totalmente in lingua inglese con il chiaro obiettivo di formare manager che siano altamente qualificati a ricoprire posizione di un certo rilievo nel settore della green economy.

L’inglese lascia intendere anche il respiro internazionale che si vuol dare al corso di studi, con la collaborazione di personalità dell’ambito ambientale e lavorativo non solo nostrano. Il corso – suddiviso in due anni come un qualsiasi altro corso di Laurea Magistrale – vedrà nel primo anno lo studio teorico delle economie e politiche del mondo industriale, con un focus specifico per le piccole e medie imprese, la specializzazione nel management e nell’organizzazione delle risorse umane, lo studio dei metodi e modelli econometrici, ossia lo studio dell’economia “utilizzando modelli matematici e metodi statistici”. Nel secondo anno, invece, ci si cala maggiormente nell’ambito del diritto ambientale, la sostenibilità e l’economia “verde”, l’“eco-innovazione”, l’economia dello sviluppo e dei mercati emergenti.

L’Università degli Studi di Ferrara ha varato per l’anno accademico 2015-2016 un corso di Laurea Magistrale in Green Economy and Sustainability, in lingua inglese, con l’obiettivo di formare manager altamente qualificati nel settore della green economy

Un mondo in divenire – Quella dell’Università di Ferrara è una sfida difficile e affascinante al tempo stesso. Che l’ambiente non sia più percepito – dai più – come ostacolo ma come opportunità di sviluppo è cosa nota, e i dati confortano questa tendenza: negli ultimi anni l’Italia ha investito maggiormente nei green jobs, oppure all’interno delle stesse aziende sono state modificate alcune caratteristiche che le rendono più “verdi”, come può essere un pannello fotovoltaico, oppure fare la raccolta differenziata.

Il rapporto sulla Green Economy 2014 realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e dall’Enea ricorda che dal 2012 l’Italia sta scalando posizioni in una sorta di classifica dei Paesi più sensibili alle problematiche ambientali. Per merito – o a causa, dipende dai punti di vista – anche della crisi economica che attanaglia le imprese e spinge gli attori in causa a cercare nuove idee, nuovi processi, nuovi prodotti.

Quel che è certo è che l’orizzonte verso cui ci si sta dirigendo è ben delineato, l’economia “verde” può e dev’essere la chiave di volta per l’ecosostenibilità che da più parti viene invocata (aziende, sì, ma anche i singoli individui). E in questa fase di cambiamento – per certi versi anche di piccola rivoluzione – l’Università di Ferrara non solo non si vuole far trovare impreparata, ma vuole far sì che i protagonisti del futuro non lo siano.

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