Input your search keywords and press Enter.

Lunga vita agli oliveti secolari!

Alcuni dei relatori intervenuti al convegno

Il progetto Life+Cent.Oli.Med., nato il 1° febbraio 2009 per identificare, conservare e gestire gli oliveti secolari della Regione Mediterranea, quali aree agricole ad elevato valore naturale, si conclude il 31 ottobre prossimo e i risultati sono stati enunciati nell’odierno simposio, presso l’IAMB (Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari) a Valenzano. Tra i presenti, l’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro, Alessandro La Posta del ministero dell’Ambiente, Luigi Servadei del ministero Agricoltura, Antonello Antonicelli dell’assessorato all’Ecologia della Regione Puglia, il direttore dello IAMB Cosimo Lacirignola, il coordinatore del progetto Giancarlo Mimiola (IAMB), Jenny Calabrese e Gateano Ladisa, dello staff scientifico. Ma perché proteggere gli oliveti secolari? Nicastro spiega che «è indubbio che la civiltà sia sbocciata nei popoli che “vanno ad olio d’oliva” e la civiltà mediterranea, così come noi la conosciamo, ha l’olivo come testimonial. La Puglia, poi, è stata tra le prime a legiferare in materia di tutela degli olivi secolari, nel 2007, per un debito etico. Infatti sul territorio si stimano circa 60mln di piante d’ulivo, di cui circa il 10% ultrasecolari». Su tali premesse, il progetto Cent.Oli.Med., crea un programma scientifico, programmatico e normativo, per diffondere un modello “pilota” di tutela sostenibile degli oliveti secolari nell’area mediterranea, messo in atto con l’azione congiunta dei ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura, della Regione Puglia e dell’IAMB. Obiettivo cardine del progetto, la tutela della biodiversità degli oliveti secolari, come veri e propri habitat da proteggere per il loro elevato pregio naturale, tramite lo studio di un modello innovativo di “governance” del territorio e di politiche comuni, con un occhio attento all’analisi delle minacce che gravano su questa “delicata” ricchezza e delle misure per contrastarle. Ma anche, come spiega il dottor Mimiola, tramite azioni di «gestione della potatura degli olivi, ad anni alterni, in modo da preservarne la chioma, quale rifugio naturale della fauna locale, tramite la costruzione di muretti a secco tra le proprietà agricole, sempre allo stesso scopo e la conduzione in biologico dei terreni, in accordo con gli agricoltori, per favorire gli inerbimenti spontanei». Ciò in linea con la Dir.92/43/CEE (Dir. Habitat). Teatro principale dei lavori, Puglia e Grecia (IAM Chania e Voukolies, Creta), con peculiari aree di intervento come la Riserva Naturale di Torre Guaceto (BR) e l’oliveto di Bugiukliana (Voukolies). Ulteriori risultati degni di nota, il completamento del polo ricettivo della Riserva di Torre Guaceto, la creazione di uno spazio espositivo dei prodotti dell’olivicoltura, una sala riunioni per gli stakeholders locali, un laboratorio per produrre sapone a base di olio d’oliva e 3km di percorso pedonale per agevolare la visita della Riserva. La Regione, inoltre, ha avviato workshop interattivi per tecnici e attori locali (enti pubblici, agricoltori e aziende locali), per una risoluzione partecipata dei problemi che affliggono gli oliveti secolari, sulla scorta del Piano Socio-Economico e Ambientale, approvato, insieme con le Linee Guida e il Piano di Governance degli oliveti secolari, con delibera regionale 1331/2012 e siglato, il 2 ottobre scorso, in sede di Tavolo di Consultazione, presso la Riserva di Torre Guaceto. Infatti, come specifica Antonello Antonicelli, «il piano di governance rappresenta un’integrazione delle politiche. L’olivo non è solo un monumento, ma un corpo vivente e produttivo ed è un bene comune che rafforza l’economia dei luoghi. E questo va spiegato e condiviso con gli agricoltori».

Cosimo Lacirignola

In conclusione, dunque, come sottolineato da Lacirignola, «il progetto rappresenta un punto di arrivo, condiviso da altri Paesi mediterranei (Spagna, Libano, Tunisia), per uno sviluppo integrato sostenibile del territorio ma anche un punto di partenza per l’azione congiunta dell’assessorato all’Ambiente della Regione, dei ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura e dell’IAMB, come ente catalizzatore, per diffondere questo modello di tutela in ambito euromediterraneo». Il progetto, inoltre, è servito al processo di “greening” (inverdimento) promosso dalla Politica Agricola Comunitaria, per cui la Regione deve mettere a punto strategie mirate per ricevere il sostegno dell’UE e continuare questa “missione”.

 

 

PHOTOGALLERY

[nggallery id=184]

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *