L’UE suggerisce le buone pratiche per la transizione verde e finanzia le imprese: il buon esempio di G.A.I.A. di Altamura

In che modo l’Unione Europea sta agevolando il finanziamento della transizione verso un’economia sostenibile? Cosa si intende per “tassonomia europea” e come potrà aiutare le imprese italiane?

 

La transizione verde entro il 2050 è un obiettivo che permea tutti i settori economici e per il quale le imprese, finanziarie e non, hanno bisogno di norme chiare e certe per poter programmare investimenti sostenibili. Per questo motivo appaiono particolarmente interessanti due atti della Commissione europea: la comunicazione 2023/C 211/01 del 16 giugno 2023, con la quale l’esecutivo europeo torna a occuparsi del regolamento (UE) 2020/852 sulla tassonomia ambientale Ue e la raccomandazione (UE) 2023/1425 del 27 giugno 2023 sull’agevolazione dei finanziamenti per la transizione verso un’economia sostenibile.

La Tassonomia europea

L’UE ha creato una tassonomia che definisce quali sono le attività che sono sostenibili dal punto di vista ambientale, cioè le attività che rispecchiano certi criteri tecnici e che contribuiscono allo sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale. “La tassonomia serve sostanzialmente a segnalare delle attività che supportano gli obiettivi ambientali dell’Unione Europea in modo tale che possano avere investimenti agevolati”, spiega l’economista Donato Calace, componente a Bruxelles dell’expert working group di EFRAG e nella VSME community (voluntary standards for small and medium enterprises),che aggiunge: ”o attrarre capitali dai mercati finanziari perché chiaramente identificate come sostenibili”.

La tassonomia europea è una classificazione – una vera e propria lista – degli investimenti ritenuti sostenibili in Europa dal punto di vista ambientale. Per l’Unione Europea questa sfida necessita non solo di fondi pubblici (come quelli del Next Generation EU), ma anche privati. Ecco a cosa serve la tassonomia: a dire agli investitori cosa sia green e cosa no.

Il regolamento sulla tassonomia stabilisce sei obiettivi ambientali come la Mitigazione del cambiamento climatico, l’Adattamento ai cambiamenti climatici, L’uso sostenibile e la protezione delle acque e delle risorse marine, La transizione verso un’economia circolare, la Prevenzione e controllo dell’inquinamento.

Gli investimenti green suggeriti dalla tassonomia

In base al Regolamento Tassonomia un’attività economica è considerata ecosostenibile se contribuisce in maniera sostanziale a uno dei sei obiettivi ambientali, non causa danno significativo a uno degli altri obiettivi (principio Do Not Significant Harm – DNSH), rispetta alcune garanzie minime di salvaguardia sociale, come quelli descritti nelle linee guida dell’OCSE per le multinazionali o nelle convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) finalizzati alla tutela di diritti umani e di diritti dei lavoratori e, infine, è conforme ad alcuni criteri di verifica tecnici che devono essere specificati dalla Commissione attraverso una normativa secondaria, gli atti delegati.

Quali sono i criteri da soddisfare perché un’attività si qualifichi come ecosostenibile?

Il regolamento (UE) 2020/852 sulla tassonomia prevede che un’attività economica possa qualificarsi come ecosostenibile quando soddisfa quattro criteri di cui all’articolo 3, e cioè che deve contribuire in modo sostanziale al raggiungimento di uno o più degli obiettivi ambientali (di cui all’articolo 9, in conformità degli articoli da 10 a 16); non arrechi un danno significativo a nessuno degli obiettivi ambientali (di cui all’articolo 9, in conformità dell’articolo 17); sia svolta nel rispetto delle garanzie minime di salvaguardia previste all’articolo 18; sia conforme ai criteri di vaglio tecnico fissati dalla Commissione (ai sensi dell’articolo 10, paragrafo 3, dell’articolo 11, paragrafo 3, dell’articolo 12, paragrafo 2, dell’articolo 13, paragrafo 2, dell’articolo 14, paragrafo 2, o dell’articolo 15, paragrafo 2). Tali garanzie minime di salvaguardia vogliono evitare che le attività e gli investimenti siano considerati “sostenibili” se comportano violazioni dei principi fondamentali in materia sociale, dei diritti umani e dei diritti del lavoro oppure se non si conformano alle norme minime per una condotta d’impresa responsabile.

Adottati gli standard europei di rendicontazione della sostenibilità delle imprese

Posizionamento delle imprese e scelte di investimento: quale ruolo per la sostenibilità?

Per quanto riguarda i rapporti con il regolamento 2019/2088 (SFDR ossia Sustainable Finance Disclosure Regulation, entrato in vigore il 10 marzo 2021), gli investimenti in attività economiche ecosostenibili sono automaticamente qualificati come “investimenti sostenibili” nel contesto degli obblighi di informativa se risultano allineati alla tassonomia. In pratica, il soggetto dovrebbe comunque verificare se il resto delle attività economiche dell’impresa rispetta gli aspetti ambientali del principio “non arrecare un danno significativo” di cui all’SFDR e valutare se ritiene sufficiente il contributo all’obiettivo ambientale.

Come agevolare il finanziamento della transizione verso un’economia sostenibile?

Nella raccomandazione (UE) 2023/1425 la Commissione ricorda innanzitutto che la necessità di ridurre del 55% le emissioni di gas a effetto serra e conseguire gli obiettivi ambientali, in particolare quelli relativi alle crisi naturali e idriche, entro il 2030, comporta una spesa annua, dal 2021 al 2030, di circa 700 miliardi di euro in più rispetto al periodo 2011-2020, per decarbonizzare l’economia europea e conseguire gli obiettivi ambientali e quelli della proposta di normativa sull’industria a zero emissioni nette. Oggi sono necessari finanziamenti per la transizione verso un’economia climaticamente neutra e sostenibile per quelle imprese che desiderano diventare sostenibili ma non possono passare in un’unica fase a un modello di prestazioni pienamente rispettoso dell’ambiente e climaticamente neutro; non tutte le tecnologie, però, sono ancora disponibili per un’economia sostenibile e gli operatori economici potranno conseguire tali obiettivi a ritmi diversi.

La Raccomandazione UE 2023/1425  mira a sostenere i partecipanti al mercato che desiderano ottenere o fornire finanziamenti della transizione offrendo suggerimenti pratici, chiarisce il concetto di finanziamento della transizione verso un’economia climaticamente neutra e sostenibile, riconoscendo l’importante ruolo che i partecipanti al mercato possono svolgere su base volontaria in questo contesto utilizzando, se necessario, gli strumenti del quadro della finanza sostenibile dell’UE.

Chi sono i destinatari della raccomandazione UE 2023/1425?

Le imprese che intendono contribuire alla transizione verso la neutralità climatica e la sostenibilità ambientale, potenziando nel contempo la loro competitività, e cercano finanziamenti per sostenere gli investimenti a tal fine, poi, gli intermediari finanziari e gli investitori disposti a fornire finanziamenti della transizione alle imprese, gli Stati membri e le autorità di vigilanza finanziaria, affinché svolgano attività di sensibilizzazione in merito a questo tema e forniscano assistenza tecnica, per incoraggiare la diffusione e l’erogazione all’economia reale di finanziamenti della transizione.

L’esempio virtuoso di G.A.I.A.

G.A.I.A. (Gestione Ambientale Integrata Altamura) ha inaugurato pochi giorni fa, ad Altamura, l’impianto di compostaggio dimensionato per i comuni dell’AROBA4 (Altamura, Cassano delle Murge, Gravina in Puglia, Toritto, Poggiorsini, Grumo Appula, Santeramo in Colle). Sarà l’unica società in Puglia a sperimentare la trasformazione dei rifiuti organici in carbone attivo.

L’impianto di compostaggio G.A.I.A. ad Altamura (BA)_

Lo stabilimento tratterà oltre 16 mila tonnellate all’anno di rifiuti organici da raccolta differenziata e produrrà circa 7 mila tonnellate annue di compost. La società, che ha nel proprio core business il trattamento della FORSU per la produzione di compost, ha realizzato l’impianto con un investimento di circa 9 milioni di euro e un contributo a fondo perduto della Regione Puglia. Il piano industriale prevede anche un innovativo progetto di ricerca, Waste2Charcoal (dai Rifiuti al Carbone), avviato in collaborazione con il Di.T.N.E. (Distretto Nazionale sull’Energia) e la partecipazione dell’Università del Salento. Nei laboratori di G.A.I.A., infatti, saranno sviluppate nuove tecnologie per la trasformazione dell’organico in carbone attivo, per il trattamento dei fluidi o come ammendante agricolo a rilascio controllato di nutrienti nel terreno.

Lo stabilimento, che sorge su un’area industriale di 24mila mq., sarà in grado di trattare oltre 16 mila tonnellate all’anno di rifiuti organici per la produzione di circa 7 mila tonnellate annue di compost. “Un ciclo virtuoso – ha sottolineato l’Amministratore Delegato di G.A.I.A., Marco Direnzo – che trasformerà il rifiuto in risorsa in una perfetta logica di economia circolare”.

laboratorio impianto di compostaggio G.A.I.A.

Tutte le attività di lavorazione del compost avranno luogo in ambiente confinato sia staticamente con strutture chiuse, che dinamicamente con il supporto di sistemi di intercettazione e trattamento delle arie esauste, per abbattere le emissioni odorigene secondo le migliori tecnologie previste per tali tipologie di impianto.

“Questa iniziativa – ha dichiarato il Sindaco di Altamura, Vitantonio Petronella – rappresenta un impegno concreto verso la sostenibilità ambientale e l’economia circolare nel nostro territorio. L’avvio di questo impianto segna una tappa fondamentale nella riduzione dell’impatto ambientale dei rifiuti e nella promozione della gestione responsabile delle risorse. Infatti, i rifiuti organici prodotti dai Comuni facenti parte dell’AROBA4 potranno trovare nuova vita, secondo un ciclo virtuoso, ed essere impiegati per l’uso agricolo”.

E AQP che fa?

L’Acquedotto Pugliese, infrastruttura pubblica che provvede all’approvvigionamento idrico – potabile nella Regione Puglia (e in alcuni comuni della Campania), che fa parte del Gruppo la controllata ASECO Spa, azienda leader nel settore del compostaggio, non sembrerebbe attenersi a queste regolamentazioni europee. I criteri che potrebbero definire l’azienda AQP sostenibile non sono così visibili dal momento che, soprattutto in alcune zone del Salento, sono in corso dei lavori per la costruzione di un depuratore che avrà lo scarico complementare delle acquee reflue in una Riserva Naturale, anziché essere usate a fini agricoli. “Al momento non sembra proprio che AQP usi la tassonomia per la propria pianificazione territoriale. Qui il discorso è una mancata opportunità di crescita in una maniera sostenibile” spiega ancora Calace che chiosa “gli strumenti ci sono per farlo, forse manca la volontà di utilizzarli in modo adeguato?”.

Dal momento che questo Regolamento UE entrerà in vigore il prossimo 11 dicembre e si applicherà a decorrere dal 1° gennaio 2024, ci possono però essere tempi giusti per rivedere parte del progetto in essere.

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