Lucera, disordini e fake news attorno al nuovo impianto di smaltimento rifiuti

È bagarre a Lucera (Foggia) attorno alla conversione dell’impianto di smaltimento dei rifiuti ex Bioecoagrim, oggi Maia Rigenera.

L’ex impianto Bioecoagrim, in località Ripatetta, è stato additato negli anni come causa dei miasmi che investono le vicine città di Lucera, Foggia e San Severo. Un tanfo che diventa insopportabile soprattutto d’estate, quando si è costretti a lasciare le finestre aperte. Il progetto presentato lo scorso febbraio dalla Maia Rigenera, prevede un investimento di 30 milioni di euro per una variante sostanziale all’impianto esistente: la conversione da aerobico ad anaerobico, che andrebbe a ridurre del 60% le emissioni odorigene.

Ma le novità proposte dall’azienda Maia Rigenera, rappresentata dal presidente Michele Ferrigno, e dall’imprenditore della Fortore Energia, Antonio Salandra, in società con Stefano Montagano nella Maia Rigenera, non riguarderebbero soltanto il problema puzza. Il progetto di Lucera prevede per il rinnovato impianto una riduzione della ecotassa del 50% e di un traffico veicolare del 20%. Gli impianti anaerobici, come ha spiegato l’ingegnere della Maia, Luigi Rutigliano, sono meno impattanti, in tutto il mondo sono finanziati dalle Nazioni Uniti per ridurre le emissioni di gas serra. Anche Legambiente e WWF hanno espresso parere positivo e al Nord ve ne sono numerosi esempi.

“Non c’è nessuno rischio per la salute –sottolineano gli imprenditori– Intendiamo dare un futuro sostenibile ai nostri figli, creare posti di lavoro.  Le mamme di Lucera possono stare tranquille, per dimostrare che non ci sono rischi collocheremo gli uffici all’interno dell’impianto.”

Lucera: La Maia Rigenera risponde alle accuse e fa chiarezza

Da sinistra: Michele Ferrigno, Antonio Salandra, in società con Stefano Montagano nella Maia Rigenera, in conferenza stampa nello studio legale dell’avvocato Michele Vaira

Precisazioni e rassicurazioni da parte dell’azienda, si sono rese necessarie dopo il crescente numero di accuse e fake news, che hanno agitato il clima a Lucera.  Secondo gli ambientalisti il nuovo impianto renderebbe Lucera la discarica di Puglia, aumentando il rischio di tumori e malattie. Addirittura si è parlato di terremoti, di frane e smottamenti causati dal nuovo impianto. Un clima di intimidazioni e polemiche che ha portato nei giorni scorsi il sindaco di Lucera, Antonio Tutolo, ad annunciare le dimissioni. Proprio dopo che lui stesso aveva proposto un referendum ai cittadini perché fossero loro a decidere.

Una città spaventata ad arte, ha detto Tutolo tirandosi fuori dalla questione. Un clima intimidatorio, rimarcano da Maia Rigenera. “Anche chi è d’accordo ora non parla, la minoranza che si oppone fa più scalpore. I cittadini non si sentano intimoriti ad esprimere un proprio parere. Li invitiamo a farsi sentire. Siamo disposti ad accogliere 5 esperti proposti dai comitati ambientalisti,  che abbiano valide qualifiche, perché visitino i nostri impianti e tranquillizzino la popolazione. Abbiamo rispettato tutte le condizioni del Comune, tra le quali quella di mantenere la portata dei rifiuti trattati negli impianti a 180mila tonnellate, pari a quella attuale, ma continuiamo a ricevere un parere negativo. La conclusione non spetta a noi. Certo ora i tempi si allungheranno e deriveranno dall’evolversi delle varie posizioni.”

Se l’impianto non si realizzerà rimarrà quello attuale, fanno sapere dall’azienda, portata dei rifiuti compresa e con la certezza che la prossima estate gli impianti non chiuderanno, perché le prescrizioni dell’Aia (l’autorizzazione integrata ambientale) non lo prevedono. Quindi il problema puzza, tornerà, è il caso di dirlo, a farsi sentire.

 

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