LocLoc, il noleggio intelligente che aiuta l’ambiente

Michela Nosè

Le nostre case sono piene di oggetti acquistati sull’onda di passioni e necessità del momento che finiscono inutilizzati e dimenticati una volta scemato l’interesse o risolto il problema. Secondo una ricerca pubblicata su Forbes, nelle nostre case si nascondono beni per almeno 3.000 €. E se invece di tenerli nello sgabuzzino li mettessimo a disposizione di chi ne ha bisogno? È da qui che nasce l’idea di Locloc®, la prima piattaforma italiana dedicata al noleggio tra privati, dove chi ha bisogno di un oggetto incontra chi lo possiede già e vuole metterlo in affitto. Michela Nosè, designer fondatrice di Locloc®, risponde alle nostre domande.

Come è nata l’idea di Locloc?

«L’idea è nata da una mia esperienza personale all’estero. Per lavoro mi sono trovata spesso a dover noleggiare attrezzatura, stampanti, notebook e sono rimasta colpita dalla facilità con cui attraverso il web si potesse accedere al mondo del noleggio. È in questo modo che ho poi scoperto realtà di noleggio tra privati come Zilok e E-loue: con stupore mi sono resa conto che in Italia questo non esisteva. Parlandone con amici ho avuto note positive e alla fine anche finanziamenti. Così siamo partiti!»

Come funziona?

«Abbiamo previsto fin da subito un’assicurazione che copre l’oggetto durante il periodo di noleggio fino a 990,00 € per danni accidentali e un sistema di recensione dell’oggetto e della persona. Iscriversi  è facile e gratuito: puoi creare un nuovo profilo su Locloc.it o accedere alla piattaforma con il tuo account Facebook e iniziare subito a cercare ciò di cui hai bisogno o aggiungere gli oggetti che vuoi mettere a noleggio, senza alcun costo per l’utente. Su Locloc® possono iscriversi sia singoli privati sia operatori professionali e specializzati. Quando chi prende e chi dà a noleggio si accordano su durata, prezzo e modalità del ritiro, si sottoscrive un contratto di locazione, si paga con carta di credito e si concorda un appuntamento per il ritiro e per la riconsegna».

Quali riscontri ha avuto l’idea?

«Ad oggi i risultati in termini di iscrizione sono molto positivi, il passo successivo sarà quello di convincere le persone a fidarsi e a condividere, guadagnando, sempre più cose. Noi lavoriamo molto per rafforzare la fiducia e la sicurezza».

Attraverso la piattaforma si innescano meccanismi relazionali basati sulla condivisione momentanea di un bene e potenzialmente di un interesse comune

Quale messaggio si vuole lanciare?

«LocLoc® vuole divertire e poi educare le persone a capire che non è più il possesso a dare felicità ma la soddisfazione del bisogno;  si possono mettere a reddito oggetti che vengono solitamente usati pochissimo ma che possono essere di interesse comune (tagliaerba, trapano, abiti da cerimonia, stanze private, attrezzatura sportiva…) evitando acquisti inutili e sprechi di denaro. Oltre che il portafoglio ne guadagna anche la comunità: attraverso la piattaforma si innescano meccanismi relazionali basati sulla condivisione momentanea di un bene e potenzialmente di un interesse comune. Il modello in cui ci  inseriamo è quello del consumo collaborativo che si basa sul principio dello scambio tra privati a fronte di un compenso: una pratica intelligente, economica e attenta all’ambiente».

In che modo aiutate l’ambiente?

«Chi ha bisogno di qualcosa per un certo periodo di tempo può prenderlo a noleggio senza essere costretto a comprarlo. In tal modo promuove una maggiore sostenibilità ambientale: meno acquisti fatti sull’onda di un bisogno momentaneo significano meno CO2 derivante dalla produzione e dal trasporto, meno imballaggio e quindi meno rifiuti».

 

 

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