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Lo scempio di Porto Miggiano (LE) finisce in Parlamento

E’ l’ennesimo esempio di abusivismo edilizio. Parliamo dell’area di Porto Miggiano, in provincia di Lecce. La spinosa vicenda finisce in Parlamento. Su segnalazione di Legambiente, infatti, è stata presentata un’interrogazione a “risposta scritta” ai ministri per i beni e le Attività culturali, dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare e per gli Affari regionali, il turismo e lo sport.

Già nel dossier “Mare Monstrum” di Goletta verde, presentato da Legambiente lo scorso agosto a Gallipoli, il capitolo dedicato alla Puglia presentava un quadro gravissimo sullo stato del fenomeno e del consumo di suolo: la Puglia, con i suoi splendidi 865 chilometri di costa, si colloca al quarto posto nella classifica nazionale per reati accertati, con 1,7 violazioni per ogni chilometro di litorale, 1.505 infrazioni accertate (nel 2010) ovvero il 12,7 per cento del totale nazionale, 1.636 persone arrestate o denunciate e 658 sequestri effettuati nel territorio regionale. La Puglia è poi quarta anche nella classifica dell’abusivismo sul demanio pubblico dove le infrazioni accertate a tal riguardo ammontano a 412 solo nel 2010 e hanno comportato 270 sequestri e numerosi arresti.

Si chiede pertanto quali iniziative urgenti intendano mettere in campo, anche promuovendo un apposito tavolo tecnico con la Regione Puglia con il fine di tutelare dal “mattone selvaggio” una delle zona più belle del Salento, la cui costa, specie quella interessata da questo progetto di sfruttamento spregiudicato, viene spesso usata per pubblicizzare la bellezza di quella area di Puglia incontaminata.

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