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L’Italia frana. WWF: “Rischio noto dal 2001”

Piogge e ancora morti. «L’Italia si sta letteralmente sgretolando sono i nostri piedi – denuncia il WWF Italia – con una tragica continuità da nord a sud. Una trentina di vittime in poche settimane, piani di prevenzione assenti o non applicati, case costruite su frane o nei fiumi senza che i proprietari siano consapevoli del rischio. Eppure le Amministrazioni comunali, le Province, le Regioni, lo Stato sanno perfettamente quale sia il livello di rischio nel proprio territorio». L’associazione ambientalista ricorda, poi, come la legge sulla difesa del suolo (183/89) e il successivo Dlgs. 152/06, siano stati redatti dalle Autorità di bacino i Piani di Assetto idrogeologico a partire dal 2001. Da allora risultava perciò ben identificato il rischio idrogeologico per ogni comune e ogni amministrazione comunale è stata informata dei risultati con richiesta di adeguare i propri strumenti urbanistici. Il WWF rinnova pertanto le proprie richieste anche al nuovo Governo per l’applicazione immediata delle direttive europee sulle acque (2000/60/CE) e sul rischio alluvionale (2007/60/CE); un controllo della presenza di Piani di protezione civile nei Comuni; promuovere una capillare azione di informazione presso i comuni e i cittadini sul grado di rischio in ciascun territorio; avviare un piano di manutenzione del territorio; bloccare qualsiasi forma di condono.

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