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L’impatto sull’ambiente delle scelte alimentari

In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, mercoledì 16 ottobre, il Barilla Center for Food & Nutrition presenta i risultati degli studi sull’impatto ambientale di tre menù tipo, sintesi dei consumi alimentari più frequenti: Vegetariano, Mediterraneo, e a base di carne.

Quest’anno, la Giornata sensibilizza l’opinione pubblica sull’impatto delle diete nei confronti dell’ambiente. La malnutrizione si può combattere anche a partire da scelte alimentari più consapevoli.

«Il legame tra ciò con cui ci nutriamo e l’ambiente in cui viviamo è ormai evidente», ha dichiarato Riccardo Valentini, membro dell’advisory board del BCFN, premio Nobel per la Pace nel 2007 e Direttore della Divisione Impatti sul Clima presso il Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici. «Le nostre scelte non devono riguardare solo un tipo di dieta ma devono comprendere anche ciò che sta dietro alla scelta e al consumo del cibo. La vera sfida adesso è comprendere le diverse sfaccettature del sistema alimentare e chiedersi cosa si possa fare ogni giorno per assumere comportamenti responsabili per il Pianeta e le persone che lo abitano. A partire da quello che decidiamo di mangiare».

La doppia piramide alimentare-ambientale (foto), un modello elaborato dal BCFN, indica in modo intuitivo l’impatto che ogni alimento ha non solo dal punto di vista nutrizionale, ma anche a livello ambientale. Infatti, si prendono in considerazione le modalità con cui il cibo è trattato prima di arrivare sulla tavola o le necessità di cottura collegate al suo consumo, in termini di dispendio energetico e di risorse. La doppia piramide mostra che i cibi più sani dal punto di vista nutrizionale sono anche quelli che hanno un impatto inferiore sull’ambiente, perché hanno un’impronta ecologica.

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