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L’immondizia di Napoli a Rotterdam, preoccupazione per l’ambiente

Ha lasciato il porto di Napoli il primo carico di 3mila tonnellate di immondizia campana, diretto verso il porto di Rotterdam in Olanda, dove i rifiuti, al contrario del nostro Paese, sono fonte di ricchezza e di lavoro. Sono 100mila le tonnellate di rifiuti che attraverseranno l’Atlantico fino all’inceneritore di Rotterdam, con un trasporto settimanale di 3mila tonnellate alla volta di ecoballe, al costo di 109 euro a tonnellata. Con questo accordo, il Comune e la Provincia di Napoli risparmiano; allo stesso tempo gli olandesi ci guadagnano. Tuttavia, la possibilità che la camorra infili i propri tentacoli in questa operazione, inserendo nei carichi in partenza anche rifiuti tossici e pericolosi, preoccupa non poco l’opinione pubblica olandese.

Rassicurazioni giungono in merito da Eric Sloot, direttore commerciale del gruppo Van Gansewinkel, che gestisce l’inceneritore di Rotterdam, perché è lo stesso Comune di Napoli a seguire la trafila di arrivo, stoccaggio e imballaggio dei rifiuti e a segnalarne poi la tracciabilità ai fiamminghi.

Ad alimentare Il dibattito pubblico sul trasferimento dell’immondizia italiana nel Paese dei tulipani ci si mettono anche i timori di eventuale presenza di scorie tossiche. Secondo Jan Bendiks Boersma, professore di Tecnologia energetica al Politecnico di Delft, nell’Olanda meridionale, il trasferimento di una quantità così importante di rifiuti indifferenziati può destare preoccupazione per l’ambiente e la salute pubblica. Secondo Bendiks Boersma, infatti, insieme con i rifiuti potrebbero arrivare oligoelementi, metalli pesanti, forse cadmio e mercurio. Facendo due conti, però, bisognerà aspettare quasi un anno prima di saperne di più.

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