LifeGate nomina gli “Ambasciatori della sostenibilità”?

Abb, Arval, Bios Line, Comfort Zone, Davines, F.lli Francoli, Guna, GVST Event Management, Kerakoll, Ricola, Saponificio Gianasso (I Provenzali) e Terna. Sono queste le dodici aziende che LifeGate ha scelto di premiare con il titolo di Ambasciatore di Impatto Zero 2014.

L’iniziativa, giunta quest’anno alla seconda edizione, premia le aziende che, più di altre, hanno fatto un lavoro concreto nell’ambito della sostenibilità, non solo grazie al progetto Impatto Zero, ma anche attraverso l’implementazione di iniziative di Responsabilità Sociale d’Impresa e un impegno proficuo nel diffondere questi valori a dipendenti, fornitori e consumatori.

Impatto Zero, lanciato nel 2002, è un progetto che concretizza gli intenti del Protocollo di Kyoto: propone iniziative e progetti di riduzione delle emissioni di CO2 e di compensazione dell’impatto ambientale di qualsiasi attività, mediante crediti di carbonio provenienti da interventi di creazione e tutela di foreste in crescita in Italia e nel Mondo. Dalla sua nascita ad oggi, i prodotti marchiati Impatto Zero sono oltre 400 milioni, per un valore economico di oltre 3 miliardi di Euro. Sono stati compensati circa 160 milioni di Kg di CO2 e tutelati oltre 70 milioni di mq di foreste in Italia e nei Paesi di via di sviluppo, pari a 6.500 campi da calcio.

«Il ruolo di queste aziende è fondamentale – spiega Simone Molteni, direttore scientifico di LifeGate – sia in virtù dei risultati ambientali che hanno raggiunto, sia per l’attività di sensibilizzazione che svolgono quotidianamente verso i propri stakeholder. Con questo premio, vogliamo contribuire ad alimentare questo processo virtuoso di contaminazione e trasformare queste dodici aziende in veri e propri ambasciatori della sostenibilità, con l’obiettivo di alimentare la fiamma della consapevolezza».

Anche i consumatori riservano una crescente attenzione verso i comportamenti sostenibili delle aziende. Prosegue Molteni: «Grazie al web e ai social network i consumatori sono in grado di dialogare direttamente con le aziende e hanno gli strumenti per verificare la loro trasparenza, coerenza e veridicità» Per i consumatori, le aziende devono impegnarsi nel corretto smaltimento e riciclaggio degli elementi produttivi, avere una comunicazione completa e trasparente ed essere attenti alle conseguenze che l’attività aziendale ha sulle persone.

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