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Liberland, lo Stato che vuole essere green

 

Alzi la mano chi ha sentito parlare o anche solo nominare lo Stato di Liberland. Non è un nome di fantasia, di un libro come di un film, bensì realmente una nazione indipendente, come l’Italia, la Cina o – per le dimensioni decisamente ridotte – Monaco.
Lo Stato più “giovane” – Ufficialmente denominata Repubblica Libera di Liberland, lo Stato è il terzo più piccolo del mondo – solo 7 km quadrati, superiore solo a Città del Vaticano ed al già citato Principato di Monaco – ed il più recente di nascita, proclamato indipendente dal suo Presidente Vit Jedlička il 13 aprile del 2015, come ricordato dal sito ufficiale dello Stato. Sorge al confine tra Croazia e Serbia, nella sua parte settentrionale, quasi sotto l’Ungheria, e costeggia le rive del fiume Danubio. Allo stato attuale questa città-stato si presenta come un posto tutto sommato brullo, ricco di foreste, vegetazione, ed anzi alcuni giornalisti che sono riusciti ad avervi accesso o hanno intervistato gli abitanti delle zone limitrofe hanno raccontato fondamentalmente della presenza di una sola casa abbandonata da una trentina d’anni. Per questo motivo, il piano di urbanizzazione che Jedlička si propone di attuare deve partire di fatto da zero. E per trovare la soluzione migliore è stato indetto un bando di concorso.
Presidente-LiberlandUn progetto a impatto zero – A spuntarla tra 32 proposte un insolito sodalizio tra Stati Uniti ed Emirati Arabi: il consorzio Raw-Nyc, questo il nome del vincitore del bando, ha sbaragliato la concorrenza grazie soprattutto alla sua proposta totalmente green ed eco-sostenibile. Il fulcro del piano verte sull’utilizzo di alghe quale elemento base dell’alimentazione, ma è chiaro che si fanno grandi progetti sotto il profilo delle fonti alternative di energia, del riciclo dei rifiuti e della salubrità dell’atmosfera, con conseguente impatto zero sul clima e l’ambiente. L’obiettivo che si propone il Presidente di Liberland, insieme all’Amministrazione, è però molto molto più ambizioso: rendere il piccolo Stato totalmente autosufficiente, senza tasse e – prospetta il Raw-Nyc – capace di ospitare fino a 340mila abitanti.
Non potendo conoscere il progetto nel dettaglio, possiamo solo ipotizzare come possano così tante persone vivere e convivere in uno spazio non tanto ampio, abbiamo detto circa 7 km quadrati; immaginiamo un’architettura che si sviluppi in verticale più che in orizzontale, come le grandi metropoli americane o di Dubai stessa.

L'ambizioso progetto di Liberland

L’ambizioso progetto di Liberland

Per la realizzazione ci vorrà del tempo, si è solo allo stato embrionale di questa sorta di paradiso, questa cattedrale in un mosaico così terribilmente difficile ed eterogeneo per ragioni politiche e culturali qual è la parte nord-occidentale della penisola balcanica. Per muoversi step-by-step, si comincerà a costruire sul Danubio delle case galleggianti, dopo l’estate si dovrebbero poggiare le prime pietre di Liberland, Stato del futuro. Così giovane. Così ambizioso.

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