Liberata in sei giorni l’area archeologica di Cales

Il sito di Cales prima dell’intervento dei Vigili del Fuoco

Il caso “Terra dei Fuochi” oltre a essere un grave esempio di inquinamento ambientale, dal momento che i rifiuti sotterrati e/o bruciati sono altamente tossici, costituisce anche un esempio di regione dimenticata dallo Stato e lasciata nelle mani della camorra.

La Campania è una delle regioni italiane più belle e ricche di monumenti e reperti storici che sembrano abbandonati a se stessi e destinati alla rovina. Qualcosa però sembra stia cambiando dall’approvazione della legge sugli ecoreati che costituisce un notevole passo avanti, nonostante non sia ancora perfetta per quanto riguarda la sua formulazione.

Tuttavia per mostrarsi davvero efficiente dovrebbe essere accompagnata da maggiori controlli sul territorio e da una campagna di sensibilizzazione dello Stato che si dimostri presente anche e soprattutto in queste terre, dominio dell’illegalità. Insieme a quest’ultima legge che ha inserito gli ecoreati all’interno del codice penale, proseguono i lavori di sistemazione e smaltimento rifiuti nelle aree colpite. Un esempio sono le operazioni di prelievo degli pneumatici fuori uso abbandonati nell’Area Archeologica di Cales, antica colonia romana del IV secolo a.C. nel Comune di Calvi Risorta, Caserta.

Raccolta degli PFU, Pneumatici Fuori Uso, lasciati nell’area

Quello di Cales è un esempio di sito archeologico inquinato a causa della mancata presenza delle istituzioni a tutela di queste terre; è un esempio di come l’Italia spesso si sia dimenticata della cultura e della storia di cui i suoi territori sono stati testimoni nel corso dei secoli ma allo stesso tempo è un esempio di rinnovamento e di rinascita come sottolinea Giovanni Corbetta, Direttore Generale di Ecopneus: «L’intervento di Cales ha un particolare valore simbolico perché lancia un messaggio forte: la rinascita di un pezzo del nostro patrimonio culturale, deturpato dall’inciviltà di pochi, che ci auguriamo possa diventare fonte di sviluppo e crescita per il territorio».

Si tratta infatti di un intervento di particolare rilievo per tutelare oltre che l’ambiente anche l’eredità culturale e le qualità campane, valorizzandoli e sottolineando come, con il supporto attivo delle forze sociali del territorio, le sinergie tra pubblico e privato possano dare risposte efficaci pur in un contesto complesso come quello della Terra dei Fuochi.

L’intervento si svolge nell’ambito delle attività rese possibili dal Protocollo Terra dei Fuochi tra ministero dell’Ambiente ed Ecopneus, di cui sono firmatari l’Incaricato del ministro dell’interno per la Terra dei Fuochi, dr. Donato Cafagna, le Prefetture e i Comuni di Napoli e Caserta.  Un recente aggiornamento del Protocollo ha permesso l’intervento del Corpo dei Vigili del Fuoco per operazioni come questa di Cales che, iniziata lunedì 20 luglio terminerà nell’arco di soli sei giorni.

Il Comando Provinciale dei VVF di Caserta si occupa della rimozione dall’area dei PFU (Pneumatici Fuori Uso) che vengono poi trasferiti ad aziende autorizzate per le successive fasi di trattamento. Grazie alla rete di aziende partner di Ecopneus, infine, i PFU saranno trasformati in gomma da riciclo per applicazioni nello sport, negli asfalti, per l’isolamento acustico e l’arredo urbano o, in alternativa, avviati a recupero di energia. Significativo il contributo dei membri della Rete ArcheoCales – che si occupa volontariamente della cura e promozione del sito archeologico – che con le loro segnalazioni e con il coinvolgimento di Legambiente hanno avviato l’iter che ha portato alle operazioni di questi giorni.  

Il sito archelogico di Cales, in provincia di Caserta, in tutta la sua bellezza

«Intendo manifestare il mio apprezzamento per gli importanti risultati ottenuti – ha detto Gian Luca Galletti, ministro dellAmbiente della tutela del Territorio e del Mare: buone pratiche che concorrono alla costruzione di una rinnovata sensibilità civica ed etica. Parliamo della realizzazione di interventi concreti attraverso il riutilizzo della gomma da riciclo, un tipico esempio di buona prassi che coniuga rispetto dell’ambiente e vantaggio economico. Anziché mandare in discarica questi pneumatici, contribuendo a un ulteriore spreco di risorse, li riutilizziamo, restituendoli come realizzazioni utili e di valore per il territorio: impianti sportivi, panchine in gomma riciclata per citarne solo alcune.

Le “gomme” abbandonate per strada rappresentano, nell’immaginario collettivo, il simbolo di quelle discariche abusive che deturpano il paesaggio, non risparmiando neppure aree archeologiche di inestimabile valore come quella di Cales e che attraverso le emissioni inquinanti causate dai i roghi rischiano di diventare un serio pericolo per la salute. A tutto questo dobbiamo dire basta, e lo stiamo facendo proprio attraverso le attività da voi oggi presentate e agli interventi che il Governo sta mettendo in atto con impegno e determinazione. Andiamo avanti così».

 

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