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Leverano: la periferia comincia a cambiare

E’ un’esperienza interessante quella di Leverano (Lecce), partita anni fa con il Sindaco Cosimo Durante impegnato in un ampio percorso di ricostruzione della città. Una scommessa partita anni prima con i Contratti di Quartiere II, con la partecipazione della gente, chiamata a suggerire percorsi di rinascita partendo dalla constatazione del disagio esistente.

In primo piano il fabbricato “fantasma”dello IACP iniziato e mai completato

Un quartiere, quello dell’edilizia economica e popolare a Leverano, come quello di molte periferie italiane, caratterizzato da grande estensione, da costruzioni pluripiano (certo non della tipologia costruttiva che la gente avrebbe voluto), dove si riscontra la carenza di servizi per opere incompiute, dove insistono edifici mai ultimati ed in stato di abbandono. Quante risorse buttate via, tolte alla gente, se si considera che non sono state mai ultimate per assolvere ai compiti per i quali erano state pensate. Ma soprattutto un quartiere costruito da altri, non “a misura d’uomo”, che ha perso le caratteristiche delle nostre piccole città e non presenta le condizioni per il suo ulteriore sviluppo perché non costituisce un attrattore, anzi, che è diventato un “non luogo”, da cui fuggire. Allora occorre innanzitutto invertire la rotta: occorre intervenire per rimuovere gli errori del passato delineando un percorso in cui si rigeneri l’interesse ad essere presenti.

Gli ultimi lembi di città prima dell’inizio della campagna

Il PIRP ha scommesso su tutto ciò cambiando del tutto le previsioni edilizie prima immaginate. Non più palazzi alti 3-4 piani, ma spazio alla città dell’uomo con costruzioni sostenibili di 1-2 piani al massimo; spazi in cui favorire la socialità e che devono assumere una nuova centralità. Interventi diretti con cui rimuovere gli incompiuti edilizi del passato, volontà di delineare nuove funzioni per favorire l’ingresso di nuove fasce sociali. Un programma ambizioso su cui fare scommettere anche i privati. La scelta che qui è stata fatta è quella della riduzione delle volumetrie di migliaia di metri cubi a favore di una nuova vivibilità edilizia. Come percorrere un cammino di riqualificazione senza coinvolgere i privati? In momenti di concertazione presso il comune, questi sono stati invitati ad esprimere le proprie perplessità, a manifestare quelle che possono essere le soluzioni per favorire un loro “ritorno”. Idee, pareri, criticità: tutto rivisitato per generare un nuovo disegno della città. Un nuovo metodo per progettare la città. Ora si può assistere all’apertura delle nuove strade, si raggiungono con le infrastrutture idriche e fognarie, nonché con la pubblica illuminazione, aree in cui far ripartire il settore edile, con nuove costruzioni che i privati potranno realizzare sapendo che i servizi e le infrastrutture ci sono da prima, impedendo che nascano, come nel passato, costruzioni immerse in luoghi di nullità, in “non luoghi” appunto.

Nel frattempo si è ripreso a guardare avanti e a nuove scommesse e conquiste: Leverano è inserito nel nuovo programma regionale e si sono recuperate ulteriori risorse dall’Asse VII del PO FESR 2007-2013, quello relativo alla “Competitività e attrattività delle città e dei sistemi urbani”.

Il tema centrale della rigenerazione urbana e territoriale è stato qui definito all’interno della strategia di due comuni, Leverano e Monteroni, che hanno individuato nello scorso giugno un programma di interventi in grado di affrontare in modo integrato i problemi di degrado fisico e quelli di disagio socio-economico. I comuni hanno programmato interventi intersettoriali ed infrastrutturali che puntano a più obiettivi, tra cui quello di integrare politiche di riqualificazione urbana, politiche sociali, politiche di contrasto alle nuove povertà, al fine di far nascere nuovi contesti di vita urbana qualitativamente elevati. L’obiettivo è di promuovere l’inclusione invece di emarginare le persone e le famiglie.

Ma di questo parleremo prossimamente.

Ora più che mai è il momento di attuare i progetti per dare la dimostrazione di un paese che cambia e che vuole superare la crisi.

L'area di intervento in trasformazione: il costruito che dialoga con la campagna

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