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L’Europa orientale apre al fotovoltaico: le esperienze di Polonia e Romania

L’Europa Orientale sta gradualmente manifestando la sua propensione verso le fonti energetiche alternative: sempre più Stati stanno disponendo innovativi strumenti legislativi che incentivano l’utilizzo di queste fonti, e sempre più industrie (soprattutto occidentali) decidono di investirvi.

Dopo la grande installazione del parco fotovoltaico all’aeroporto di Izmir (Turchia), Canadian Solar si è occupato della messa in posa del primo impianto solare della regione polacca dell’Alta Silesia. Conformemente al modello di mix energetico auspicato dal governo polacco, la chiesa di Skoczow-Pogorze potrà attingere dall’impianto 37 kW che, oltre al riscaldamento e all’illuminazione dei locali, garantiscono anche l’immissione nella rete pubblica di un certo quantitativo di energia.

Sulla scia della Polonia, anche la Romania ha studiato un sistema di sostegno economico che premia l’immissione dell’energia autoprodotta nella rete: lo Stato eroga infatti i propri incentivi non attraverso un Conto Energia (come in Italia), ma bensì  con Certificati Verdi mensili e proporzionati alla quantità di energia immessa in rete. L’italiana Enerray ha qui deciso di investire, localizzando, nella propria sede operativa di Bucarest, impianti  di produzione e conoscenze tecniche.

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