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Lesina: la manifestazione del 24 aprile


I lampeggianti della Municipale si trascinano dietro una cinquantina di macchine in fila indiana. I contadini, con una mano sulla fronte, mentre fuori piove ed esce il sole, guardano il corteo come fosse un miraggio. Da queste parti neanche il 15 di agosto, in tempo di esodo, si vedono tante macchine in coda da Lesina a Marina. In questo scampolo di Parco Nazionale del Gargano, gli scout accampati sul Canale Acquarotta fanno ciao con una mano e il sacco in spalla. I partigiani del 24 aprile percorrono quasi dieci chilometri in prima fino ai dossi del Bosco Isola per liberare il Gargano dalle trivelle.

<p>manifestazione contro le piattaforme petrolifere </p>

striscioni del "Comitato per la tutela del mare" su i rottami della nave Eden V

Resistenza contro l’esercito del petrolio, che vuole piazzare la sua piattaforma in mezzo al mare. Al primo bivio a sinistra, secondo a destra per la nave. Fino a quel pezzo di passerella di legno che è scampato al fuoco di un drammatico 24 luglio di tre anni fa, che non ha distrutto solo Peschici. La passerella arriva dritto nella sabbia. Qualche chilometro più in la lo scheletro amputato della Eden V, la nave dei veleni che hanno intossicato soprattutto chi ha tentato di smantellarla. Siamo a circa dieci miglia marine dalle Isole Tremiti.

C’è tutto l’associazionismo di Capitanata – persino Amnesty International – partiti, comitati, sindaci e amministratori del Gargano. Qualcuno ha demandato, qualcuno ha inviato una lettera e ha lasciato che un centinaio di persone facessero anche per loro quella marcia nella sabbia, tra i bidoni arrugginiti della nave battente bandiera maltese. Gianni Lannes, il reporter free lance che aveva predetto l’arrivo dei signori del petrolio in quella riserva dell’Adriatico, non c è, ma ha mandato il suo ‘ve l’avevo detto’.

<p>Gianfranco Pazienza - membro del direttivo del Comitato per la tutela del mare del Gargano</p>

Gianfranco Pazienza - membro del direttivo del Comitato per la tutela del mare del Gargano

I giovani hanno portato entusiasmo, grinta e qualche striscione da incollare sulla chiglia della nave, dove un tempo gli innamorati incidevano i loro messaggi d’amore. La nave che continua ad arrugginirsi da più di vent’anni è il simbolo di un mare da tutelare, alle porte della Puglia, foto ricordo di un’incompiuta che persino gli ambientalisti avrebbero preferito restasse tutta intera.

“Questa manifestazione serve ad esprimere un disagio che la natura, il mare, il territorio non possono comunicare, perché non hanno la parola – Gianfranco Pazienza, membro del Comitato per la Tutela del Mare del Gargano (foto) tiene stretto tra le mani un cartello con il suo no al petrolio – La natura ha un suo Ministero, e siamo qui affinché possa dirgli di non firmare il decreto di valutazione dell’impatto ambientale per consentire le trivellazioni per il petrolio alle Isole Tremiti che sono parco marino e Parco Nazionale del Gargano”.

<p>Isole Tremiti - veduta di San Nicola</p>

Isole Tremiti - veduta di San Nicola

Una contraddizione in quelle acque dove tanto è proibito e poco è concesso per non compromettere i delicati equilibri. “Credo che tutto sia coerente con una cattiva concezione dello sviluppo. Lo si può considerare coerente solo con uno sviluppo che non è sostenibile. Cercare il petrolio è insostenibile, quando noi abbiamo una grande risorsa che è il sole e un grande giacimento che è il mare. Chi vuole il rispetto del territorio viene aggredito continuamente da queste proposte scellerate”.

La protesta monta sui social network, con oltre ottomila iscritti al “No alle trivellazioni petrolifere nel mare del Gargano”. I giovani fanno la differenza, e qualcuno ha percorso più di trecento chilometri.  “In questa battaglia, le istituzioni e i partiti sono intervenuti, mentre su altre questioni che abbiamo affrontato c’è stato solo silenzio – spiega Michele Eugenio Di Carlo, presidente del Comitato per la tutela del mare del Gargano –  I giovani sono l’anima del nostro Comitato, ce ne sono alcuni venuti da Roma e Firenze.

<p>lesina - manifestazione contro le piattaforme petrolifere </p>

Lesina - i giovani manifestano contro le piattaforme petrolifere

Noi siamo nati per occuparci dei veleni, e basti pensare che i pescatori ormai non possono più pescare, in quanto i fondali sono pieni di container e bidoni anche sul Gargano. E questa nave è l’emblema di uno scempio: la nostra presenza qui non è solo un fatto simbolico. I veleni per il 90% non sono smaltiti secondo la legge ma finiscono in mano ai poteri forti, che qualche volta sono pezzi di Stato deviato, sono associazioni mafiose e criminali, sono grandi industriali che preferiscono lucrare anche sulla salute della gente”.

Prima che faccia buio, i partigiani della resistenza contro le trivelle si rimettono in marcia, mentre la Eden V in ventidue anni non hai mai lasciato quella fetta di spiaggia. Arenata di prua, si lascia il mare alle spalle, e chissà quanto ancora dovrà aspettare.

Mariangela Mariani

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