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Leporano, un museo per la città

Il laboratorio di laurea “Edificio museale in Puglia” dedicato alla progettazione di spazi pubblici, accoglienza e museo archeologico a Leporano è l’esperienza condotta da Vito Catella, Silvia Chieco, Vincenzo Custode, Maria Teresa Fasano, Salvatore Giordano e Rita Zilli, neolaureati della Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari.Sotto la guida del coordinatore, Prof. Michele Beccu, del collegio docenti formato dai proff. R.Belli, R.Carullo e S.Paris, la tesi di laurea, ponendosi alla confluenza degli ambiti tematici dell’architettura, dell’archeologia e del paesaggio, ha perseguito tre obiettivi:

Veduta del Castello Aragonese di Leporano

a. Il rilievo e la conoscenza del castello Muscettola di Leporano;

b. L’ordinamento espositivo e l’allestimento museale di un patrimonio di reperti proveniente dagli scavi nell’area del Santuario della Sorgente a Saturo;

c. La realizzazione di manufatti architettonici e di servizio che costituiscono un percorso integrato di tipo culturale, museale e ricreativo.

Particolare attenzione è stata rivolta al sito archeologico di Saturo, risorsa di grande importanza per il comune di Leporano. Qui sono state portate alla luce numerose testimonianze relative ad insediamenti nel territorio attuati in tempi diversi. L’importanza di tale contesto e dei materiali annessi ha suggerito l’ipotesi di progettare un museo tematico, inerente le diverse fasi di occupazione dell’antico sito di Saturo, con particolare riferimento al popolamento indigeno e alla colonizzazione greca.

In base alle attività di ricerca e di analisi, il castello di Leporano è stato ritenuto il punto di partenza per il progetto d’architettura del laboratorio. L’impianto museale progettato all’interno del castello evidenzia la volontà di integrare il nuovo nell’esistente, avendo come obbiettivo il raggiungimento dell’interazione tra le parti. Il castello quindi non viene adibito a museo-contenitore ma diventa monumento di se stesso. Il tema principale del progetto è quello dello scavo, della sottrazione di massa all’interno del basamento su cui poggia il castello, in modo da comporre uno spazio nuovo che faccia da filtro tra l’esterno e l’interno.

Masterplan del progetto del museo archeologico

Lo spazio espositivo è caratterizzato da una grande sala, nella quale sono collocati dei blocchi espositivi disposti secondo l’ordinamento dei reperti oggetto di studio. Il percorso espositivo del museo prevede l’attraversamento della sala principale con la possibilità di vedere la parte operativa, ovvero il deposito–laboratorio, e la visita della cisterna ipogea del castello raggiungibile da una galleria sotterranea. Particolare interesse ha il tema del deposito visibile: infatti il ripristino di una struttura in cemento armato contenente delle cisterne per la conservazione del vino, all’interno di un grande ambiente del castello, consente la progettazione di un deposito-laboratorio visibile al visitatore.

Il progetto del museo di Leporano diventa dunque l’occasione per la riqualificazione di una vasta area esterna adiacente al castello, destinata in passato ai giardini di corte. In tale area sono presenti i resti dell’antica porta di accesso ai giardini del castello e di un acquedotto rinascimentale. L’applicazione progettuale ha scelto di ripristinare la vocazione dell’area – orientata alla percezione del paesaggio – e di arricchire anche l’insieme dei servizi accessori all’impianto museale. Il fine è quello di integrare organicamente il museo all’interno del castello e del sito di Leporano. Quest’area infatti è posta a ridosso delle principali arterie esterne che collegano la cittadina con i centri limitrofi di Taranto, Pulsano e il parco archeologico di Saturo. L’insieme dei percorsi, la piazza-teatro, i servizi annessi, il museo e il deposito configurano così un complesso ad alta concentrazione culturale e scientifica, tale da prefigurare un centro di attrazione, di ricerca e di documentazione per l’archeologia con valenza territoriale.

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