L’Emilia-Romagna sceglie l’acqua del rubinetto

AQUA ITALIA (Associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie, federata ad ANIMA – Confindustria), presenta i dati della nuova ricerca CRA 2014 relativa alla propensione al consumo di acqua del rubinetto, trattata e non, in Emilia Romagna. La ricerca ha quotato la propensione al consumo di acqua del rubinetto, trattata e non al 76%.

Il 68,3% degli intervistati dichiara di bere l’acqua del sindaco sempre o quasi mentre l’8,2% la beve occasionalmente e il 3,7% la beve earamente. I principali motivi per cui preferiscono l’acqua a km zero sono la presenza di maggiori controlli (27,6%), seguita da motivazioni relative all’attenzione alla questione ambientale (27,1%) e dalla la comodità (22,1%).

In particolare poi, il 7,8% degli intervistati dichiara di avere almeno un dispositivo di trattamento dell’acqua nella propria abitazione. La tipologia più gettonata, in controtendenza rispetto alla rilevazione del 2012, sono gli apparecchi con filtro per l’eliminazione del cloro che conquistano il 14,1% delle preferenze, slittano al secondo posto le caraffe filtranti con un ottimo 12,3%, seguono i stemi ad osmosi inversa che si attestano al 9%, registrando un incremento di 3 punti percentuali. Nel dettaglio, il 24,8% di chi possiede un sistema di affinaggio dell’acqua ha sottoscritto un abbonamento di manutenzione periodica ma il 40,5% non conosce l’esistenza di questa opportunità, segno che la comunicazione, in questo senso, potrebbe essere più incisiva.

Infine, si è indagato sul fenomeno dei Chioschi dell’Acqua, l’evoluzione delle antiche fontanelle che oggi erogano, a seconda della tipologia, acqua refrigerata, gasata o filtrata. Il 38,1% degli intervistati risiede in comuni che offrono questo servizio ai cittadini e il 52,7% usa o userebbe il servizio (qualora fosseimplementato).

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